Bannon in Italia per lanciare The Movement

Per Steve Bannon l’Italia è “il centro politico del mondo”, una sorta di laboratorio, come lo è stato l’America con Donald Trump e l’India con Nerendra Modi.

In questi giorni quello, che è stato il consulente del presidente degli Stati Uniti nella vittoriosa campagna elettorale del 2016, si trova a Roma per lanciare il suo “The Movement”. In quest’ottica ha incontrato prima Matteo Salvini e poi Giorgia Meloni. Per lui il leader leghisra è “un leader mondiale, un simbolo” che “ha grandi idee”.

In una recente intervista rilasciata al sito The Daily Beast, Bannon ha spiegato che la sua fondazione punta a preparare il terreno per una “rivoluzione di destra in Europa. Rivoluzione che dovrebbe avere luogo in occasione delle elezioni per il Parlamento di Strasburgo nel maggio dell’anno prossimo. “Le prossime elezioni europee saranno una sfida tra i cittadini normali e le élite tecnocratiche – è il suo progetto – grazie al sostegno finanziario e propagandistico di The Movement, nella nuova Assemblea di Strasburgo si formerà un gruppo parlamentare al quale aderiranno più di un terzo degli eletti. Tale gruppo contrasterà in maniera efficace l’arroganza delle élite e metterà fine ai compromessi parlamentari che hanno finora legittimato il primato della finanza sui popoli”. The Movement sarà una organizzazione no-profit, impegnata a condurre sondaggi, a racimolare finanziamenti e a fare propaganda a vantaggio dei partiti sovranisti. Tra questi anche la Lega. Tra il partito di via Bellerio e la fondazione di Bannon c’è, ifatti, piena sintonia. A partire dalla decisione di Salvini di chiudere i porti italiani agli immigrati che cercavano di entrare illegamente in Europa. “Così facendo – spiega l’ex consigliere di Trump in una intervista al Messaggero – ha dimostrato che si può passare dalle parole ai fatti”.

Bannon ha parole di elogio non solo per il Carroccio ma per l’intera compagine governativa gialloverde. Giuseppe Conte – dice – è un premier simbolico, un notaio. Grazie a lui avete un governo di unità”. “In Italia – aggiunge poi – due partiti guidati da due giovani con grandi idee, Salvini e Di Maio, usano le tecnologie moderne in modo dinamico e hanno rottamato i vecchi politici di nord, sud, destra e sinistra, avendo contro tutti”. Pur non sapendo dove possa portare questo esperimento politico, Bannon riconosce ai due leader molto coraggio: “Per stare insieme hanno rinunciato alle proposte più glamour. Le multinazionali, la City, la finanza hanno distrutto la classe medio-bassa che in Italia ha cominciato a ribellarsi. Un momento della Storia di cui si parlerà per cent’anni”.

Nell’intervista al Messaggero, però, Bannon non si limita a parlare dell’Italia ma spiega il progetto “populista” di The Movement. “La nostra – dice – è una libera associazione, un club. Spingeremo per formare un gruppo unico populista al Parlamento europeo. Ma conta di più che i leader populisti, indipendentemente dai partiti, si incontrino prima dei vertici europei per prendere posizioni comuni”. Il progetto dell’ex guru di Trump è, appunto, “portare tutti i populisti sotto lo stesso tetto, dall’Europa agli Stati Uniti al Sud America, Israele, India, Pakistan, Giappone, per rappresentare la gente comune ovunque sia guardata dall’alto in basso e abbandonata alle élite.

Fonte: ilgiornale

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