E Borghi smaschera i suoi piani: “Usciremo dalla moneta unica”

L’economista della Lega: «Ma non potevamo scriverlo»

Il contratto di governo tra Lega e M5s è carta straccia, a giudicare dalle parole di Claudio Borghi.

L’economista leghista insiste con l’opzione per l’Italia di uscire dall’euro, nonostante nel programma, firmato da Matteo Salvini e Luigi Di Maio, l’ipotesi non sia più contemplata, dopo la modifica della prima bozza. Ma Borghi non rinuncia al proprio cavallo di battaglia, forte dell’asse in casa grillina con Beppe Grillo. Battaglia che rilancia, pubblicamente, durante un convegno a Roma per presentare il rapporto di Economia Reale, il centro studi presieduto da Mario Baldassarri, ex viceministro delle Finanze del governo Berlusconi.

L’episodio durante il quale l’economista del Carroccio paventa nuovamente l’uscita dell’Italia dall’Unione monetaria è riportato in un articolo di Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera. Affrontando il tema del debito pubblico, Borghi spiega come «i timori per l’Italia siano eccessivi, in quanto il debito è stato già monetizzato dalla Banca centrale europea». Il passaggio svela chi sia la mente della richiesta (poi cancellata nella versione definitiva del contratto) alla Bce di azzerare i 250 miliardi di euro di titoli di Stato detenuti dall’istituto di Francoforte. «Ma tutto ciò gli venne obiettato da Baldassari durante il convegno significa uscire dall’euro?». Sì ha risposto un sincero Borghi. «E allora perché non l’avete messo nel programma di centrodestra?». «Perché gli altri non hanno voluto».

Il divorzio dall’euro resta, dunque, una carta da giocare sul tavolo leghista. Sparita dalla versione definitiva del contratto, solo per rasserenare il Quirinale ed evitare tensioni nella fase delle trattative per la formazione del governo, l’idea di forzare le regole dell’Ue non è mai stata abbandonata. D’altronde, la proposta del responsabile economico del Lega, contenuta al punto 11 della versione definitiva del contratto di governo, di ricorrere a miniBot per saldare i debiti della Pubblica amministrazione nei confronti di cittadini e imprese, punterebbe a introdurre una moneta parallela. Una misura che preveda di saldare in titoli di Stato di piccolo taglio (forse fra i cinque e i cento euro) sia i debiti insoluti della pubblica amministrazione verso i fornitori, che i crediti d’imposta a favore di famiglie e imprese; titoli che imprenditori e famiglie possono utilizzare per acquistare beni e servizi.

Nonostante dal contratto siano sparite sia la richiesta alla Bce di cancellare 250 miliardi di debito pubblico in titoli di Stato che l’introduzione di procedure tecniche di natura economica e giuridica che permettano agli Stati di uscire dall’euro, l’Italiaexit è uno scenario possibile con una maggioranza tra grillini e leghisti. E le parole di Borghi, che punta a un ruolo di primo piano nell’esecutivo giallo-verde, pronunciate alla platea di economisti al centro studi di Baldassari, rendono lo scenario molto concreto.

Fonte: ilgiornale

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