Le tante menzogne dietro le guerre scatenate dagli USA

Nessuno vuole essere manipolato per la guerra. Allora, perché continuiamo a permettere che questo accada?

Di Jon Basil Utley

I funzionari di Washington e quelli ad esso associati hanno travisato i fatti numerose volte al servizio di azioni militari che altrimenti non avrebbero potuto aver luogo. In Medio Oriente, questi interventi hanno ucciso centinaia di migliaia di innocenti fra le popolazioni civili arabe, hanno originato  il caos in Iraq e in Libia, e portato all’espulsione di un milione di cristiani dalle comunità in cui hanno vissuto fin dai tempi biblici.

Il più famoso di questi episodi, ovviamente, fu l’assicurazione data dal governo statunitense al mondo per cui Saddam Hussein era in possesso di armi di distruzione di massa, che costituivano la base per l’invasione statunitense dell’Iraq del 2003. Il governo ha anche insistito sul fatto che Saddam avesse legami con al-Qaeda, rafforzando l’appello alla guerra. Di certo che nessuno dei due pretesti rispondeva a verità.

Ma anche in precedenza ci fu la prima guerra in Iraq nel 1991, che fu giustificata in parte dalla storia fatta circolare di soldati iracheni che, a quanto narravano, stavano facendo prelevare bambini dalle incubatrici per farli morire in un ospedale del Kuwait. La figlia quindicenne dell’ambasciatore del Kuwait aveva mentito abilmente a un comitato del Congresso. Il Christian Science Monitor descrisso questo bizzarro episodio nel 2002.

Ci furono anche le bugie sul fatto che l’esercito iracheno fosse pronto a invadere l’Arabia Saudita. Questa era la ragione apparente per giustificare che gli Stati Uniti stavano inviavando truppe in Kuwait per difendere l’Arabia Saudita. Scrivendo sul Los Angeles Times nel 2003, Il collega indipendente dell’Institute Victor Marshall ha sottolineato che né la CIA né l’Agenzia di intelligence della Difesa del Pentagono consideravano un attacco iracheno all’Arabia Saudita come probabile, e hanno riferito che le stime delle truppe irachene fatte dall’amministrazione erano “grossolanamente esagerate”. fotografie che dimostrano che le sue affermazioni non sono mai state verificate perché, come abbiamo appreso in seguito, le foto non sono mai esistite. Anche il Christian Science Monitor ne ha parlato nel 2002, in vista della seconda guerra in Iraq.

Truppe degli USA al’imbarco

L’America ha attaccato l’Iraq nel 1991, bombardando e distruggendo i sistemi di irrigazione, i servizi igienici e le centrali elettriche di quella nazione. (Vedi qui per quanto riguarda la conoscenza e la pianificazione di Washington per ottenere l’orribile contaminazione di massa dell’acqua potabile irachena). Poi abbiamo bloccato le forniture per la ricostruzione per nove anni, mentre mezzo milione di bambini sono morti per malattia e fame. Abbiamo incolpato di tutto questo Saddam Hussein, anche se abbiamo controllato i flussi di denaro iracheni attraverso il programma ONU food-for-oil. Fortunatamente, abbiamo una rara ammissione della Madeleine Albright in 60 minuti di video su ciò che è stato fatto dagli USA in quel paese.

Prima di questo c’era stata la guerra in Kosovo quando l’America attaccò la Serbia sulla base delle menzogne ​​che 100.000 kosovari erano stati massacrati dai serbi per reprimere la loro guerra civile. Ciò ha portato a un massiccio bombardamento americano, distruggendo brutalmente gran parte delle infrastrutture civili di quella nazione incluse fabbriche, come anche la maggior parte dei ponti nel paese, tutti quelli sul fiume Danubio tranne uno . Gli americani hanno imposto la pace, poi hanno espulso la maggior parte dei serbi dalla loro precedente provincia del Kosovo. Successivamente ci fu la distruzione di massa di centinaia di antiche chiese cristiane ortodosse e la creazione di un’enclave europea autonoma che ora è stata finanziata dal denaro saudita che sponsorizza l’educazione wahabita, con la sua formazione di scuole coraniche  e il suo odio per i cristiani che risale al 13 ° secolo. Questo il risultato del Kosovo di oggi: una enclave di islamismo radicale nel cuore dell’Europa.

Più di recente c’è stato l‘attacco britannico, francese e americano alla Libia (lo stesso trio dell’ultimo attacco in Siria) in risposta alle menzogne della propaganda atlantista secondo le quali Moammar Gheddafi aveva in programma di massacrare i civili a Bengasi. Gli Stati Uniti hanno distrutto le sue forze armate e contribuito a rovesciarlo (utilizzando gruppi di Al Qaeda). Il saccheggio diffuso dei suoi depositi di armi ha successivamente riempito il mercato nero in Asia e Africa e ha contribuito ad armare i gruppi terroristi di Boko Haram per seminare il caos in Nigeria e in alcune parti del Nord Africa. Masse di rifugiati africani hanno invaso l’Europa occidentale da allora, viaggiando attraverso la Libia. Alcune di queste armi si sono fatte strada arrivando anche nelle mani del gruppo dello Stato islamico, che ha occupato parti dell’Iraq e della Siria.

Ultimamente abbiamo avuto notizie via cavo che hanno diffuso la storia di un nuovoattacco con gas velenoso avvenuto in Siria. Le “notizie” provenivano da fonti ribelli. L’American Conservative ha pubblicato un’analisi dettagliata dell’ex ispettore delle armi Scott Ritter che ha messo in discussione le prove, o la mancanza di queste, secondo cui il regime di Assad avrebbe avviato l’attacco. Anche l’ex ambasciatore britannico in Siria ha espresso dubbi sull’attacco del gas velenoso e sulle sue fonti provenienti da parte di organizzazioni ribelli.

Non ha senso ritenere che Assad avrebbe usato il gas velenoso proprio quando Trump stava affermando che voleva ritirare le truppe americane dalla Siria. Ha senso che i ribelli abbiano messo in scena un set cinematografico per convincere l’America a rimanere ed avere il pretesto di attaccare Assad. Questo era accaduto anche prima nell’estate del 2014, quando il presidente Obama era quasi andato in guerra per accuse simili. Solo dopo aver chiesto al Congresso di votare sulla questione, decise di non attaccare perché il Congresso non era interessato. La scommessa di alcuni parlamentari correva da 100 a uno contro i bombardamenti. Era un gradito promemoria del motivo per cui Washington non vuole voti effettivi del Congresso per iniziare le guerre:

I giornalisti investigativi Seymour Hersh e Robert Parry hanno indagato abilmente sulla veridicità dell’attacco del 2013. Altri rapporti hanno suggerito che le bombe siriane hanno scatenato il gas velenoso che i ribelli avevano immagazzinato nelle aree civili. Il New York Times ha infine pubblicato nel dicembre 2013 un rapporto dettagliato che esprimeva dubbi sulla sua precedente conclusione secondo cui la “linea rossa” del 2013 era stata oltrepassata definitivamente dall’esercito siriano. Sembra che le operazioni “false flag” per portare America in guerra possano avere successo sospinte dalla propaganda.

Dopo le tante centinaia di migliaia di innocenti all’estero uccisi dall’America e la miseria umana derivata da abili manipolazioni statunitensi e straniere, si potrebbe pensare che potremmo fare una pausa prima di attaccare un’altra volta la Siria e correre il rischio di uccidere i russi che stanno operando come consiglieri in Siria. Questo potrebbe innescare un tipo di guerra completamente nuova con una Russia dotata di armi nucleari, il tutto senza l’approvazione del Congresso.

Forze navali USA

Obama, le cui politiche erano fondate sull’opinione che Assad dovesse andarsene, sembrava pensare che i siriani sarebbero vissuti felici dopo, in una magica democrazia che sarebbe germogliata. Per credere che questo avvenga si dovrebbero ignorare i precedenti esempi di Iraq e Libia. Né questi sostenitori del partito della guerra sembrano minimamente preoccupati per il 10% della popolazione della Siria che sono cristiani, molti dei quali sicuramente sarebbero massacrati dopo il rovesciamento di Assad.

Inoltre, il cosiddetto esercito libero siriano è un miscuglio di gruppi ribelli che includono molti radicali islamici. Con il finanziamento dei fondamentalisti sauditi e della Turchia, hanno preso il sopravvento sulle forze più moderate fin dall’inizio. Vale la pena notare anche che la Turchia ha fornito il petrolio sottratto dai pozzi della Siria per venderlo al mercato nero.

Tornando indietro di cento anni ci furono allora le intelligenti menzogne ​​britanniche che aiutarono l’America ad unirsi agli Alleati nella prima guerra mondiale. L’Inghilterra controllava i cavi transatlantici e la maggior parte delle nostre “notizie” sulla guerra. Quell’intervento portò al trattato di Versailles invece di una pace di compromesso tra Germania e Inghilterra / Francia che avrebbe impedito il disastro dell’Europa dal quale derivò l’ascesa del comunismo e del nazismo.

Per un’analisi dei rischi di una guerra nucleare accidentale, vedi il mio Report degli editori del gennaio 2017 , in cui una volta scrissi di come il fine ultimo di Osama bin Laden fosse quello di far sì che Russia e America si distruggessero a vicenda. Potrebbe ancora accadere, innescato da false storie di atrocità, l’esasperazione 24 ore su 24 di TV via cavo di ogni minaccia e la propensione di Washington a credere che le menzogne ​​- e talvolta la capacità di perpetrarle – promuove le guerre.

Jon Basil Utley è editore di The American Conservative .
Fonte: ” The American Conservative
Traduzione: Alejandro Sanchez

via Controinformazione

Tratto da: lamiaparteintollerante

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