Sgretolmenti irresistibili dell’Ordine Mondiale ed eurocratico.

Di: Maurizio Blondet

Poche ore, e l’ordine globalista, unilateralista  è cambiato, quello eurocratico-atlantico è  sgretolato tutto d’un colpo.

In Catalogna, i separatisti vincono la maggioranza. E’ cominciata una frammentazione irreversibile non solo della Spagna  (non si potrà formare un governo  per mesi), ma dell’Europa  che cova i suoi secessionismi e particolarismi:  fremono già la Corsica,  la Scozia, perché no il Sudtirolo  o il Donbass o la Sardegna  — e se  un  voto ha legittimato una secessione, perché non vale anche per la Crimea?

La Polonia  scavalca la UE e stringe accordi militari con la Gran Bretagna. Ciò, nonostante l’ordine  eurocratico (dunque di Merkel)  che tutti i rapporti con Londra fossero negoziati direttamente da Bruxelles nel quadro del Brexit e  non  unilateralmente da stato a stato.  Ma Varsavia vuole meno Europa e più NATO: la sua insubordinazione mette fine alla finzione che  UE e NATO  siano la stessa cosa.

Il nuovo primo ministro polacco Mateusz Morawiecki e il premier britannico Theresa May il 21.12.2017 a Varsavia. (Foto: dpa)

In Austria, il nuovo governo si propone un taglio massiccio dei benefici ai richiedenti asilo, particolarmente dando solo più benefici in natura (oggi ricevono prestazioni in denaro, 840 euro mese) e nessun  alloggio individuale, identificazione accurata di coloro che non  hanno dato una chiara identità, attraverso “la lettura o il ripristino dei dati del telefono cellulare  e  altri mezzi di comunicazione come i social media, per ricostruire l’itinerario”  del sedicente richiedente asilo. E rimpatrio rigoroso per quelli che non vengono da paesi in guerra.  Se l’Austria si unisce al Gruppo di Visegrad, darà al blocco dell’Est una forza reale e simbolica impossibile da contornare – e con ciò ai sovranisti del resto d’Europa, che l’eurocrazia aveva “sconfitto”.

Notevole che ciò avvenga mente la Germania è in catalessi politica,   assente,  non ha nulla da dire perché non ha un governo  – come non lo avrà  la Spagna , e da marzo nemmeno l’Italia: è la frammentazione estrema delle opinioni pubbliche conseguente all’individualismo liberista come pensiero unico  economicista e consumista: che “ha  liberato  l’uomo occidentale di ogni forma di identità collettiva: religione,  valori tradizionali, la gerarchia, acoscienza nazionale, per cui  ognuno scegliere la propria religione, la propria nazione, e  oggi il proprio sesso”. Per  quale motivo allora “stare insieme”  se conviene “ognuno per sé”?  I puri interessi non uniscono mai, dividono.

All’Onu,  gli Usa sono rimasti per la prima volta isolati sulla questione di Gerusalemme capitale ebraica. Hanno ricevuto uno schiaffo in piena faccia da 128 paesi, e sono rimasti a votare con Sion e alcune  isole della Micronesia.

Verdi i voti contro Usrael

Il voto all’Onu contro Washington e Tel Aviv è un fallimento politico senza precedenti: persino la Gran Bretagna non ha votato secondo i desideri di Trump,  persino l’Italia e la Germania.  Il Canada s’è astenuto.   E ciò, nonostante  Nikki Haley, la sciagurata ambasciatrice all’ONU,  sia scesa ai livelli più infimi della bassezza minacciando “mi segno i nomi” di quelli che non voteranno come voglio io, e  il  taglio degli aiuti americani ai paesi disobbedienti. “Voglio che sappiate che il presidente e gli Stati Uniti prendono questo voto personalmente”, ha annunciato: “Il presidente osserverà questo  voto con molta attenzione …e  ha richiesto che io gli riferisca su quei paesi che  voteranno contro di noi”.

Nikki Haley: “Mi segno i nomi!”

La sciagurata Niki è così riuscita a porre le basi  per aggravare il fallimento diplomatico: mostrando ciò che sarebbe meglio dissimulare più a lungo,  che la Superpotenza non fa più paura al resto del mondo, e i suoi ruggiti   sono  quelli della tigre di carta.  Una Casa Bianca   ragionevole  dovrebbe sostituire  al più presto la fanatica incapace dannosa per la nazione.  Invece Trump ha sostenuto la Nikki  rincarando la minaccia: “Questi ci prendono centinaia di milioni di dollari, anche miliardi, e poi ci votano contro. Che votino contro di noi, e  noi risparmieremo un sacco. Che ci frega”.

E la Haley che, appena subìto il disastro, ha rincarato: “Noi ci ricorderemo quando ci si chiederà ancora una volta di versare il più importante contributo alle  Nazioni Unite. E ce ne ricorderemo quando numerosi paesi verranno a chiederci, come fanno tanto spesso, di pagare di più e di impiegare la nostra influenza a loro vantaggio”.

Che dire? Sembra  che la lobby israeliana abbia portato gli Usa allo scacco.  Sembra la crisi del ”diritto  talmudico”  internazionale basato sul delirio di onnipotenza israelo-americano, che possiede l’America dall’11 Settembre e dal mega-false flag criminoso.  Il diritto talmudico  poggia sull’ideologia o teologia  che il popolo eletto essendo l’unica umanità, e gli Usa la sola “nazione necessaria” (come  ripetuto molto da Obama),  essi dettano la legge ai goym e ai noachici che sono animali parlanti. Applicano le leggi americane (ebraiche) al pianeta.

Lo ha ben notato Dimitri Orlov, vedendo nelle decisioni di Trump “un insieme di tratti che non sono specificamente suoi ma più generalmente americani [ebraici] e  vengono sempre più esibiti via via che gli Stati Uniti entrano nella fase terminale della degenerazione”.

Premessa: lo status di Gerusalemme come corpo separato perché sacro alle tre religioni è “riconosciuto in diritto internazionale e de  jure”,  nonostante la città sia illegalmente occupata “de facto” da  Israele  dal 1967. La decisione unilaterale di Sion di farne propria capitale è stata condannata dalla risoluzione 478 del Consiglio di Sicurezza (dunque anche dagli Usa) del 1980.

Il primo tratto generale della Superpotenza in degenerazione è “che il diritto internazionale è ignorato, come fanno generalmente gli Stati Uniti. In forza di quale autorità giuridica le truppe americane sono piazzate sul territorio siriano, che è il territorio di una nazione sovrana membro dell’ONU? Nessuna”.

Avevano giurato a Gorbachev: “Mai allargheremo la NATO”.

Ben più grave: come risulta da documenti recentemente scoperti, nel 1990-91, il presidente Bush padre  promise a Gorbachev che la NATP non si sarebbe mai allargata ad Est inglobando i paesi dell’ex  Patto di Varsavia. L’allora segretario della NATO, il  tedesco ed ex ministro della Difesa Manfred Woerner, ripeteva nel 1990 che considerava questo impegno come una “garanzia di sicurezza” data all’URSS in cambio dell’assenso  di Mosca alla riunificazione delle due Germanie.

Il segretario di stato James Baker, in una lettera ad Helmut Kohl, aveva scritto che la NATO “non si sarebbe mossa di un pollice”  dalla posizione che aveva allora. Tutti i capi europei, da Mitterrand alla Thatcher ai tedeschi  fino al capo della CIA Robert Gates, si premurarono di rassicurare Gorbachev: garantiamo noi! Tranquillo!  Il russo non si fece mettere per iscritto l’impegno: come dubitare di questi  paladini e  maestri del  diritto? Così Bill Clinton nel ’94 ha cominciato a violare la parola allargando la NATO.

Bush assicurò Gorby: ma non per iscritto….

Questo è specificamente diritto internazionale talmudico: doppiezza,  inganno, malafede, disprezzo degli esseri inferiori, violazione della parola data – data a chi? Ad animali parlanti?

(dobbiamo la scoperta a due ricercatori del “Washington University National Security Archives”, Svetlana Savranskaja e  Tom Blanton)

http://www.zerohedge.com/news/2017-12-17/sorry-chump-you-didnt-have-it-writing

Altro caso segnalato da Orlov:

“Per esempio, il segretario di Stato Rex Tillerson  esorta la Russia ad adempiere ai suoi obblighi previsti dagli accordi di Minsk  sull’Ucraina. Voi  potete domandare:  quali sono  gli obblighi della Russia in base agli accordi di Minsk? Ebbene: non  ci sono. Leggete i testi degli accordi: non ne troverete uno”.  Qui,  la totale indifferenza e  ignoranza verso il diritto internazionale si unisce all’altro tratto caratteristico che Orlov segnala:  “Negli Stati Uniti,  la realtà non ha più importanza” . Tratto che è  proprio della mentalità talmudica: essendo il Regno d’ISraele già realizzato ed avendo il potere sul mondo e sulla realtà, “i fatti  sono cose  imbarazzanti che possono contraddire la narrativa preferita forzandovi a cambiarla”. Ma un potere talmudico-imperiale non può riconoscere di essere soggetto alla realtà, perché equivarrebbe a riconoscersi non divino.

Tipicamente,  la  ostilità bellicista verso Mosca basata sulla narrativa che “Putin ha fatto eleggere Trump”, racconto senza alcun indizio ma  ripetuto all’infinito, ha  imposto al Comitato Olimpico di vietare “agli atleti russi di partecipare alle Olimpiadi invernali. Ciò, sulla base di false prove comprate dagli americani ad un criminale latitante russo  di nome  Rodchenkov.”

Ora, questo  disprezzo del diritto internazionale,  il calpestare il  diritto di Westfalia,  la persecuzione  e distruzione bellica di Stati legittimi con false prove, l’imposizione delle proprie “leggi” al mondo, ha successo (limitato) solo finché gli Stati Uniti e il suo Suggeritore e Falso Agnello sono percepiti come ultra-potenti, e pronti a schiacciare i deboli (animali parlanti) in guerre e stragi senza fine.

Ma ecco che di colpo “tutti sanno che gli USA non hanno assolutamente nessuna opzione per  forzare la Corea del Nord al disarmo nucleare”.  Avendo visto  cosa è accaduto a Irak e Libia “che avevano volontariamente disarmato”  credendo (come Gorbachev) alla parola di Washington, i nord coreani hanno preferito elevarsi al rango di potenza atomica e l’hanno dimostrato.  “La realtà è che non resta che una strada: negoziare”. Ma negoziare con animali  parlanti?  “Gli  preferiscono vivere in un mondo immaginario in cui potrebbero distruggere totalmente la Corea el Nord  con uno schiocco di dita”

Isolata nel suo mondo

Washington è sempre più chiaramente esclusa  dai negoziati più essenziali nel Medio Oriente (ovvio: come credere alla sua parola?)  tanto che alle discussioni  per la pacificazione della Siria  partecipano la Russia, l’Iran e la Turchia, ma gli Usa non sono presenti.  Non sono presenti nemmeno ai  colossali progetti della Cina, nuova via della Seta, One Belt One Road. E   Pechino sta per lanciare  un “future” per comprare petrolio in yuan [non  in dollari!],  per di più convertibile in oro; con ciò, minando la base stessa dell’egemonia mondiale ed economica american, basata sull’obbligo per i goym  di comprare e vendere le materie prime (anzitutto il petrolio) in dollari,  ciò che  consente  a Washington di stampare la sola moneta “di riserva” mondiale, esportando fra l’altro i suoi deficit e le sue svalutazioni agli altri paesi.

In   mancanza di diritto internazionale, l’America (come Sion) e  avendo perso la forza assoluta di minaccia, “non fanno che dappertutto esacerbare e favorire i conflitti,  all’estero ma anche alll’interno”.  Istigate guerre civili in Libia, Siria, Irak, Somalia, Sudan,  e in Ucraina nel cuore d’Europa, adesso il governo Trump ha firmato, il 13  dicembre, una vendita di specifiche armi al regime di Kiev – decidendo dunque di invelenire anziché acquietare la ferita aperta  del Donbass, sperando di giungere a una guerra mondiale – che le consentirebbe di recuperare l’assoluta egemonia perduta, il prestigio che ha buttato nella fogna e  la primazia economica  basata sulla moneta falsa,  il capitalismo finanziario  da rapina in  sé distruttore di risorse,  e le manipolazioni dei mercati monetari.

Se tra il 1948 e il 1991 gli Stati Uniti hanno compiuto 46 interventi militari, dal 1992  al 2017  ne hanno fatto il quadruplo, 188 interventi bellici.

Il bello è che gli Usa incendiano i conflitti anche in patria:  donne contro uomini (con la isteria delle molestie sessuali), bianchi contro neri (Black Lives Matter), liberals contro conservatori. Per Orlov, questa guerra di tutti contro tutti  “è attivamente promossa  con un obbiettivo unico e semplice:  generare una  cortina fumogena abbastanza spessa da nascondere quello che è il conflitto principale,   quello tra l’oligarchia kleptocratica e la popolazione americana. L’obiettivo è di portare la popolazione – il cui lavoro non è più necessario e il cui mantenimento è semplicemente un costo –  a scomparire il più rapidamente possibile.  I conflitti internazionali servono allo stesso  titolo della epidemia di oppiacei (59 mila morti americani nel 2016), i i suicidi aumentati del 25% dall’11 Settembre ad oggi (43 mila morti l’anno), i pazzi solitari che fanno stragi in scuole e  concerti (sicuramente in numero maggiore dei 103  americani  uccisi all’interno del paese  dal  terrorismo “islamico” o etichettato come tale negli ultimi 16 anni dall’11 Settembre 2001 ad oggi.

Comincia il disordine  mondiale.

Il perché la “Kleptocrazia”  abbia bosogno di far questo, Orlov lo dice con un aforisma magistrale: “Una regola fondamentale della kleptokrazia è che meno resta da rubare,  più bisogna  rubare”. Aforisma che vediamo applicare dalla cleptocrazia italiana  e dai parassiti politici pubblici: da due settimana ci strillano nelle orecchie della Boschi ed e di Banca Etruria, e intanto tacciono del mezzo miliardo che De Benedetti non restituisce al  Montepaschi, né dei regali che i politicanti hanno fatto a se stessi e alle loro clientele di parassiti pubblici  con la legge di bilancio finale di  questa dittatura dei ladri.

Tutto ciò, per concludere: sicuramente  adesso comincia un periodo di sgretolamento  finale degli “ordini” precedenti, globalisti ed burocratici,  dominati dall’unilateralismo planetario americano ;   tali “ordini”   dal governo mondiale dell’economia tramite Organizzazione mondiale del Commercio, dollaro, “lotta al riscaldamento climatico”,  “lotta al terrorismo globale” (armandolo)  “E’ colpa di Putin”  sono caduti  nella crisi   terminale non solo di legittimità, ma anche di efficienza.  Per tutti noi sarà un periodo di turbolenze  incalcolabili, di perdite di certezze e di  alleanze (falsamente)  credute solide, di leadership mancanti e di particolarismi virulenti.  L’egemone folle americano, farà una fine sicuramente “cattiva e brutale”. Con Orlov, possiamo solo pregare che sia anche”corta”.

Continuité dans la médiocrité

Buon 2018.

Fonte: maurizioblondet.it

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