Il clintoniano Al Waleed appeso per i piedi e picchiato dai mercenari per fargli restituire i proventi della corruzione. Il grande cambiamento arriverà anche in Italia?

Resto senza parole quando penso che la sinistra italiana non appoggia i princìpi riformatori ed anticorruttivi dell’erede al trono saudita Mohammad Bin Salman, che presto diventerà re. E’ infatti incredibile che addirittura il segretario del principale partito di sinistra italiano, colui che ai tempi si schierò apertamente per la dinastia Al Thani alleata dei Clinton (ossia una dinastia che ha armato i terroristi dell’ISIS, non dimentichiamocelo mai, oltre ad aver supportato la caduta di Gheddafi in Libya e di Mubarak in Egitto, contro gli interessi italiani, ndr) di fatto sieda tra la fila dei critici del presidente bin Salman. E non guardo alla persona del principe arabo, ma ai suoi obiettivi: con la caduta del prezzo del greggio la popolazione saudita, una volta mediamente ricca, si è trovata a dover subire l’onere di minori introiti con crollo dei conti statali, ovvero anche là la classe media è stata messa sotto pressione – con Obama – come in tutte le parti del mondo (tranne che nel paese dell’alleato obamiano in EU, la Germania, ndr) e dunque ha inizato ad impoverirsi. Parallelamente i super ricchi sono diventati ancora più ricchi, proprio come Al Waleed e proprio come tutta l’aristocrazia finanziaria mondiale che orbitava ed orbita attorno ai Dem, parlo di tutti i  proprietari di imperi finanziari quotati in borsa.

Faccio presente che il principe Salman, dopo aver puntato a cambiare l’Arabia con la Vision 2030 guardando oltre il petrolio, oltre ad aver permesso alle donne di guidare e di andare allo stadio, oltre a queste ed altre aperture certamente innovative per un paese come l’Arabia Saudita ha anche deciso di combattere la corruzione interna. Notasi, la corruzione vera non si combatte chiedendo al sig. Rossi di pagare di più come si fa in Italia, no, di norma se si vogliono ottenere risultati veri e duraturi si chiede ai grandi cagnacci, ai grandi corruttori, a coloro che hanno approfittato della crisi del paese a spese della cittadinanza di restituire quanto guadagnato magari impropriamente, o qualcosa del genere. Sui metodi non commento, vanno mediati per il paese che li applica (…) e dunque non posso giudicare quanto implementato da organi governativi di un paese amico come l’Arabia .

Bisogna però interrogarsi sul fatto che la sinistra italiana sia di fatto contro bin Salman, ossia contro colui che chiede giustizia per tutti espropriando coloro che si sono arricchiti a dismisura dall’inizio della crisi, e supporti invece le elites arabe, quelle che secondo Salman hanno depredato il paese delle sue risorse. Meglio come fa l’Italia che per superare (?) la crisi aumenta le tasse per tutti – soprattutto alle classi più basse direi, le grandi aziende nazionali sono state lasciate libere di andarsene – a dismisura? Magari anche tagliando le pensioni e/o aumentando l’età pensionabile? Va per altro notato che con la sinistra al potere la classe media è in sparizione anche in Italia, i poveri sono più poveri ma i ricchissimi lo sono diventati ancora di più (alla faccia degli ideali di sinistra [ipocrita, ndr]…).

Con questa premessa arriviamo alla notizia di oggi: il principe Al Waleed, il clintoniano di ferro – come è Renzi per l’Italia – oltre che grandissimo amico di Obama, è stato prima rinchiuso al Ritz di Ryad, poi gli sono stati confiscati i suoi beni ed ora viene anche appeso per i piedi e picchiato da mercenari per punirlo o – non è chiarito – per fargli restituire tutto il maltolto.

Mi domando, non è che una certa sinistra  – non tutta per carità – sia contro bin Salman perchè teme anche lei di avere qualcosa da perdere?

Il tempo ci dirà. Faccio solo presente che ormai la dinastia dei Clintons è data per finita negli USA e con loro stanno cadendo tutti gli artefici – e i complici – del caos globale che il mondo ha dovuto subire sotto Obama. In più il trio del potere oggi è cambiato: ora l’ordine occidentale è infatti rappresentato dall’asse Trump-Putin-bin Salman, con il suppporto esterno di Israele. Ossia, notate bene, Trump viaggia e cerca accordi con tutti nel mondo tranne che con l’Europa tedesca. Sarà un caso?

Insomma, grandi cambiamenti sono all’orizzonte. E non starei nemmeno più tanto a preoccuparmi di Soros, troppo vecchio, troppo malato, troppo …..

Non è che anche in Italia si rischia un cabiamento radicale, a breve? Fosse per me interromperei immediatamente il flusso di migranti dal nord Africa, mi sbaglierò, eh, ma sento odore di grande cambiamento dei drivers (…). Vedremo se qualcuno percepirà in tempo il mio stesso messaggio.

Attenzione a non essere superati dagli eventi, lo dico soprattutto ai politici.

MD

Fonte: scenarieconomici

 

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