I combattenti dell’Isis si arrendono: “Siamo senza cibo e senza soldi”

LAPRESSE_20171004202757_24520626.jpgL’abbiamo scritto in lungo e in largo. L’Isis sta perdendo. L’idea di Stato islamico è ormai inattuale, dato che le porzioni di terra controllate dalle bandiere nere sono sempre di meno. I foreign fighter – quelli che non hanno perso la vita sotto le bombe della coalizione a guida Usa o sotto quelle russe – tornano nei Paesi di origine. Chi rimane a combattere ha perso ormai ogni fiducia. È scoraggiato. I mezzi e le armi che arrivano sono sempre di meno.

Il generale Paul Frank, comandante di una task force contro l’Isis, ha fatto sapere che i jihadisti “si arrendono subito e ci spiegano che i loro capi li hanno abbandonati senza più pagarli né nutrirli”. Lo abbiamo visto ad Hawija, da poco liberata dalle bandiere nere. L’offensiva è durata solamente due settimane. I caccia americani hanno bombardato pesantemente le postazioni jihadiste, fiaccando gli animi e il morale dei terroristi, che non hanno resistito come a Mosul (Guarda il reportage di Fausto Biloslavo dal fronte).

L’offensiva per liberare Mosul è iniziata nell’ottobre del 2016 ed è proseguita fino a luglio del 2017, quando le truppe irachene, aiutate dai caccia Usa e dalle milizie sciite, sono riuscite a prendere il controllo della città vecchia. È stata una battaglia estenuante, perché i terroristi avevano trappolato il dedalo di vie della città, mentre i cecchini sparavano all’impazzata contro chiunque osasse mostrarsi. Qui i terroristi hanno resistito fino alla morte e non poteva essere altrimenti. Da Mosul, infatti, è stato proclamato lo Stato islamico nel giugno del 2014. La città non era più solamente un insieme di abitazioni e di postazioni militari da difendere. Era un simbolo e, assieme, un’idea. Tutto è andato perduto.

La lotta contro le bandiere nere prosegue su due fronti: quello iracheno e quello siriano. Il generale Frank fa sapere che “non sarà né facile né veloce cacciarli via tutti”. Ma se si guarda a ciò che è successo nell’ultimo anno e mezzo, vediamo che lo Stato islamico è ormai ridotto a brandelli. In Libia è stato annientato, mentre in Siria si trova solamente nella parte orientale del Paese e si estende fino alla parte occidentale dell’Iraq.

Nessuno ha più voglia di combattere. Chi ha accettato di seguire le bandiere nere ora vuole tornare indietro. E, questo, rischia di essere il pericolo di domani. I quadri dell’Isis si ritireranno, come è già successo con Al Qaida, per organizzare nuovi attentati e dare ordini alle cellule rimaste attive.

Fonte: occhidellaguerra

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