Riprendersi l’anima

 

facebook_event_1125241540857606Questo articolo è per tutti quelli che si sentono frustrati e insoddisfatti, quelli che hanno sempre sentito di essere destinati a qualcosa di più grande del solito tran tran quotidiano che si trovano a vivere; a quelli che soffrono quando vedono questo pianeta deturpato o un innocente maltrattato; a quelli che hanno sempre cercato di dare un senso alla propria esistenza senza mai riuscirci veramente.

A volte è dura essere tra i risvegliati: si è continuamente pervasi da un senso di insoddisfazione e si percepisce come una  dolorosa sensazione di incompiuto all’interno del proprio cuore.  Queste emozioni così fastidiose sono il grido, soppresso, della nostra anima che si dispera per essere ascoltata.

Ma cosa è l’anima? Per spiegare brevemente l’anima, o se superiore con a volte viene chiamata, non si può prescindere dal fare un breve riferimento allo spirito. Spirito è quella coscienza creatrice che ha dato e, continuamente da, vita a tutto ciò che è. Quella volontà che è alla base di tutto ciò che esiste: possiamo chiamarla Dio, universo, fonte o in cento altri modi. Lo spirito con la creazione dell’illusione della terza dimensione, ha deciso di separarsi e di individualizzarsi in innumerevoli altre coscienze, da qui nasce l’anima, che altro non è che una porzione distinta, ma sempre in contatto, di quel tutto che noi qui chiamiamo spirito. L’anima è quindi la nostra essenza, quella volontà che ha deciso di incarnarsi in questa terra per compiere un esperienza di limitazione e per crescere in consapevolezza.

Purtroppo, una volta preso possesso del corpo, l’anima si trova a dover fare i conti con quello che, all’atto della creazione, doveva essere un mero strumento a sua disposizione, creato perché essa potesse esprimere se stessa con i mezzi limitati della terza dimensione. Quello strumento è la mente, la quale, nella maggior parte degli esseri umani, ha finito per assumere un ruolo determinante e preponderante, fino a privare il se superiore del suo stesso scopo all’interno dell’esistenza. Per capire bene a quali limitazioni ci costringe la mente, consiglio la visione di questo ottimo documentario: “Lo sfidante”, dove la mente viene addirittura descritta come uno strumento fornito da entità negative al fine di controllare e rendere docile ai loro scopi l’essere umano. Che questo sia vero oppure no, al momento, non ci interessa, quello che ci interessa è comprendere in che modo la mente riesca ad essere tanto invadente da annullare, a volte totalmente, la volontà di un individuo e quindi la sua anima. La mente è come un computer potentissimo che elabora senza sosta tutti i dati che riceve dall’esterno, per esterno possiamo qui intendere qualunque fonte di dati o informazioni che provengano dal di fuori di noi stessi, quindi televisione, scuola, amici, conoscenti, mezzi di informazione e quant’altro. L’azione principale della mente è quella di ripetere ed elaborare all’infinito tutti questi dati. Ora, in quei rari individui che hanno un anima abbastanza evoluta da gridare il proprio disappunto e quindi da far valere se stessa, l’attività della mente può avere una parziale guida, questo vuol dire che il costante chiacchericcio può avere una certa finalità e che le inclinazioni, i desideri e le finalità di una persona possono corrispondere, almeno in parte (in rarissimi casi totalmente), agli scopi dell’anima. Nella stragrande maggioranza delle persone questa incessante attività mentale è totalmente priva di una guida e si finisce per ripetere all’infinito, e senza il minimo giudizio, qualunque informazione ricevuta dall’esterno che sia preponderante all’interno della propria memoria. Quindi, se un individuo ha, ad esempio,  ricevuto durante l’infanzia una maggioranza di dati negativi: che possono essere emozioni, causate, nello specifico, da maltrattamenti; o anche solo informazioni di natura negativa che sono penetrate nella memoria a seguito di un continuo assoggettamento, volontario o casuale, ad informazioni di quella natura, esso continuerà a memorizzare una maggioranza di dati negativi e, di conseguenza, a ripeterli ed analizzarli di continuo.  Va da sé che, in una società come la nostra, in cui siamo letteralmente bombardati da informazioni di natura negativa, quindi più tendenti all’odio che all’amore, la mente tende a ripetere sempre informazioni negative che portano a generare emozioni di uguale natura quali paura, odio, tristezza ecc. Quel che è peggio poi è che tendiamo ad identificare noi stessi con la mente, quindi con questo ripetere incessante di concetti ricevuti dall’esterno.

Ora, il punto fondamentale da comprendere per cercare di riconnettersi con la propria anima, è che essa parla il linguaggio dell’amore o, detto in altri termini, comunica con vibrazioni elevale che sono quelle legate all’amore, a differenza di quelle legate all’odio e alla paura che sono di frequenza più bassa. In uno scenario nel quale, quindi, la mente è totalmente sopraffatta da dati ed emozioni di natura negativa essa è totalmente sconnessa dall’anima e, tra di loro, stentano o sono addirittura impossibilitati a capirsi. Forse adesso a qualcuno verrà in mente il motivo per cui la nostra società tenda ad inondarci di informazioni tendenti all’odio, o direttamente a somministrarci onde di bassa vibrazione che hanno diretta influenza nel nostro inconscio. L’anima fa paura a chi ci controlla perché essa è ciò che ci connette alla creazione e al nostro scopo superiore che è quello di essere un tramite, per raggiungere lo scopo finale: quello di eliminare, a piccoli passi, il male e quindi la dualità per cercare di realizzare un esistenza migliore oltre, naturalmente, all’elevazione dell’anima stessa. Tutte le anima decidono di venire al mondo con questo scopo, moltissime danno il loro contributo al grande disegno in maniera inconscia, altri, pochissimi, lo fanno consapevolmente e sono naturalmente questi ultimi a portare avanti in misura, di gran lunga maggiore, lo scopo finale. L’anima siamo noi e in essa è racchiuso il nostro scopo per l’esistenza. Per questo si parla così poco dell’anima: essa viene nascosta da chi ci controlla perché è il tramite tra la mente e lo spirito e l’unica che ci può portare a raggiungere lo scopo superiore. Fateci caso: in moltissimi libri, video o articoli si parla della mente o direttamente dello spirito, ma raramente dell’anima. Eppure è quasi impossibile raggiungere dei risultati concentrandosi sulla mente o sullo spirito e prescindere dall’anima.

Altro motivo per il quale è importante ricercare il contatto con la propria anima è quello della realizzazione personale. Chiunque stia leggendo questo articolo possiede, sicuramente, un anima altamente evoluta che ha compiuto innumerevoli incarnazioni in questo pianeta, incarnazioni finalizzate alla crescita ed evoluzione, come abbiamo accennato sopra, dell’anima stessa. Le nostre anime sono quindi davvero stanche di questo pianeta, di ripetere sempre gli stessi sbagli e di essere sempre sopraffatte dall’invadenza della mente. Esse, a differenza delle anime più giovani, non trovano più alcun piacere nel relazionarsi a questo mondo di terza dimensione e cercano solo la strada più breve per poter evolvere e farla finita, una volta per tutte, con questo ciclo di incarnazioni che, purtroppo, continua a ripetersi fino a che l’anima non raggiunge il proprio scopo. Per questo, a volte, la vita può essere per noi così dura: perché sono gli ostacoli che ci spingono a riflettere sul nostro agire e, di conseguenza, a migliorarci. Per questo inoltre la legge di attrazione per noi non funziona, o lo fa solo per crearci problemi: perché al se superiore non frega niente di farci avere una villa al mare o una macchina che fa i 300 km orari, essa vuole solo progredire e, il più delle volte, il viziarci con giocattoli costosi, va nella direzione opposta. Per tutti questi motivi diviene imperativo per noi anime evolute cercare di relazionarci il più possibile con la nostra anima. Soltanto in questo modo potremo trovare la pace interiore e continuare nella gioia il nostro cammino sapendo che stiamo adempiendo lo scopo per il quale siamo venuti ad esistenza in questo pianeta.

 

Come fare quindi a ritrovare noi stessi e il proprio scopo superiore?

Come detto sopra l’anima comunica con frequenze superiori quindi, finché la mente è impelagata nelle proprie divagazioni ossessive che vanno dalla rabbia all’odio, un dialogo è impossibile ed un dialogo è assolutamente necessario perché è alla mente che spetta il compito di tradurre nella forma che comprendiamo meglio, la parola, le informazioni sottili che provengono dall’anima. Bisogna quindi cercare di elevare la frequenza dei propri pensieri, porre una continua attenzione a ciò che si pensa ed in particolare tutti i pensieri che hanno la propria valenza legata all’odio o alla paura. Una volta identificati questi pensieri bisogna analizzarli, chiedersi da dove arrivano e a cosa servono (la risposta è sempre niente). Il solo porre l’attenzione a questi pensieri porta all’eliminazione degli stessi. Bisognerebbe poi fare alcune meditazioni giornaliere in cui ci si concentra a tenere in silenzio la mente:  Concentrarsi a tenere a freno i pensieri ossessivi, il continuo ripetere situazioni passate o prefigurare eventi futuri, il ripetere fino alla nausea melodie musicali o addirittura l’imprecare; bisogna sostituire tutto questo con il silenzio, il sacrosanto silenzio che per niente piace alla nostra mente.  Dobbiamo fare questa cosa tutti i giorni dal momento che è un ottimo esercizio per arrivare a controllare e tenere a bada, con il tempo, il computer impazzito che è nella nostra testa. Bisogna porre l’attenzione continuamente al qui e ora, quindi a quello che si sta facendo, in ogni momento: mentre si cammina, ad esempio,  fare attenzione alla sensazione dei propri passi sull’erba o sull’asfalto, fare attenzione al proprio respiro, al battito cardiaco, all’ambiente circostante e, di nuovo, quando arrivano, ai propri pensieri, ed analizzarli ancora e ancora. E’ necessario sforzarsi a trovare il bello in ogni cosa, eliminare i conflitti e allontanare tutto quello che non ci fa sentire bene. Bisogna passare meno tempo ad ascoltare notizie di bassa vibrazione e più tempo ad elevare la propria con pensieri di pace e di amore. Importante è anche fare attenzione, il più spesso possibile, al proprio stato d’animo e al proprio livello energetico e cercare di allontanarsi da quelle persone, luoghi o situazioni che ci fanno sentire di cattivo umore, stanchi, tristi, spaventati e, di conseguenza, ad abbassare le nostre vibrazioni. E’ molto utile inoltre migliorare il proprio benessere fisico facendo sport e cercando di mangiare cibi più sani.

Il primo risultato dell’elevazione della propria vibrazione è una sensazione di gioia e di leggerezza che non si credeva di poter provare, la sensazione di essersi tolti un peso che ci aveva oppresso durante tutto il corso della nostra esistenza e questo già vale lo sforzo ma, l’ulteriore risultato è che, in questo modo, si risveglia la propria anima, la si convince che, in fondo, non tutto è perduto, e la si spinge a riattivarsi per realizzare il proprio progetto con, questa volta, l’aiuto preziosissimo della mente stessa che fino ad allora era stata un ostacolo. In questo modo la nostra mente comincerà, pian piano a far conoscere se stessa, le proprie aspirazioni e il proprio volere. Ci farà sapere quando siamo nella giusta direzione o quando stiamo inciampando nei soliti errori. Ma come si fa a riconoscere la voce dell’anima? A differenza della mente le comunicazioni del nostro se superiore avvengono in forma non verbale, sono conoscenze che vengono impresse improvvisamente e senza nessun preavviso all’interno della nostra consapevolezza al di fuori di qualunque processo verbale, processo che invece servirà in seguito per elaborare tali conoscenze. Detto questo è fondamentale saper distinguere le informazioni che provengono dalla mente da quelle che provengono dall’anima: la mente ci parla con ragionamenti lunghi e ripetitivi, instancabili giri di parole che, rarissimamente, esprimono qualcosa di nuovo, per lo più sono elaborazioni e ripetizioni di conoscenze ricevute dall’esterno. La voce della mente invece ci stupisce per la sua immediatezza, le sue informazioni sono sempre inaspettate e tali da non poter essere raggiunte con il ragionamento. Queste informazioni, come accennato, entrano direttamente a far parte della nostra conoscenza senza bisogno dell’elaborazione linguistica mentale: semplicemente si sa una cosa, senza sapere come e perché si sa. L’anima inoltre non si ripete mai e del tutto inutile è chiedere conferma di un informazione che si è già ricevuta perché quella conferma non arriverà mai. L’anima ci parla solamente quando abbiamo assoluto bisogno del suo sapere e non possiamo raggiungere le informazioni in altra maniera, per questo le sue informazioni ci stupiscono sempre.

Questo articolo continuerà con una seconda e forse una terza parte in cui parlerò, tra le altre cose, delle mie esperienze personali con il riavvicinamento alla mia anima. Parlerò dell’esperienza più dura e, allo stesso tempo, meravigliosa e incredibile che il nostro se superiore ci fa sperimentare: quella della Fiamma Gemella, una vera montagna russa di emozioni impossibili da provare in altri modi. Per ultimo parlerò di quanto possa essere meraviglioso l’essere finalmente nel pieno controllo di se stessi.

Il mio progetto è quello di fare un libro con tutte queste informazioni riguardanti l’anima, gradirei quindi un riscontro da parte dei lettori che mi facesse prendere coscienza dell’interesse per tali argomenti.

Grazie.

Nicola Zegrini

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12 pensieri su “Riprendersi l’anima

  1. non è affatto chiara la differenza fra lo spirito e l’anima, come la intendete voi. Tutti gli Animali hanno lo spirito, perché sono vivi, infatti si dice “animato” e non “spiritato”. La scusa dell’anima è solo per giustificare ed affermare la supposta, molto supposta, superiorità dell’homo insipiens, che è un animale, non un vegetale od un minerale. Fa parte della fauna. Quindi se tutti gli animali hanno uno spirito tutti gli animali dovrebbero avere un’anima. Anche le Galline, gli Agnellini, i Maialetti, eccetera che noi ci strafoghiamo commettendo direttamente o indirettamente il più atroce delitto: l’assassinio. E quando lo spirito abbandona il corpo il cuore si ferma ed black out, per dirlo nella lingua che ci vorrebbero imporre al posto dell’Italiano. Possiamo solo evitare di fare il male, rifiutando ammazzamenti e sopraffazioni. E’ da vigliacchi assassinare da lontano…Chi vuol mangiare un qualsiasi animale lo affronti a mani nude, senza archi, frecce, fucili, pistole, cannoni, bombe atomiche, armi chimiche. Altrimenti aspetti che cada la mela o la pera e si sfami.

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    • Infatti gli animali l’anima ce l’hanno eccome! Per questo io e tutta la mia famiglia siamo vegetariani da sempre. E non indossiamo pelle e pellicce né usiamo prodotti testati su animali.Ho dubbi,invece,sul fatto che certi umani abbiano l’anima (e la certezza che molti ne siano proprio sprovvisti!)

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  2. Caro Nicola,
    Seguo da tanti anni il tuo blog con soddisfazione e in qualche modo nel tempo ho potuto interpretare il tuo pensiero. Questa sera però leggendo il tuo post mi sono riconosciuto completamente in quanto hai scritto e mi trovo completamente daccordo con l’idea di scrivere un libro sull’anima. Trovo questo progetto molto interessante, ma soprattutto necessario, dato che in questo momento cominciamo a comprendere anche se per sommi capi, come funziona l’essere umano e ciò che realmente lo muove nel viaggio della vita. Cercare di raccontare come funziona e come si può migliorare la nostra esperienza è fondamentale se vogliamo progredire verso sentieri più alti. Per anni ho studiato e praticato discipline per cercare di capire il senso della vita e anche oggi continuo in questo sentiero, ottenendone una comprensione crescente e maggiore pace, ma mi rendo conto che non basta, bisogna allargare questa pratica a tutti. Permettere la comprensione a sè stessi è solo il primo passo, estendere la consapevolezza agli altri ci porterà ad avere una massa critica e quindi la potenzialità di cambiare la “scenografia” nella quale stiamo tutti recitando. Da tempo pensavo di scrivere un libro su questo e francamente sentire che tu ne senti l’esigenza mi ha rinfrancato e sollevato. Se decidi di farlo e magari hai bisogno di una mano fammi sapere.

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  3. Buondì Nicola, ti leggo e ti voglio bene ormai da tempo.
    Capita a volte di saltare per qualche giorno un appuntamento che poi senti che ti manca.
    Oggi dopo qualche giorno ho ripreso il blog ed il primo articolo era il tuo.
    Lo ho letto con la massima attenzione e curiosità nonostante non mi trovassi nel posto più indicato.
    GRAZIE per quanto scritto e GRAZIE per quanto hai in cantiere.
    Io sono con TE.
    Ti abbraccio forte.

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  4. Nicola, non puoi dire se puoi Scrivere un libro…..DEVI SCRIVERE IL LIBRO… hai centrato pienamente il problema dell’umanita’. Io e il mio compagno ci troviamo propio in questa fase..hai centrato in pieno. Ti ringraziamo e ringraziamo anche a nome dei tuoi lettori per il tuo grande contributo. Namaste Vanessa

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  5. Uno che vuole scrivere un libro, deve avere qualcosa da dire, ma non qualcosa di generico, impreciso e confuso.
    Ho letto il suo articolo, se le premesse del libro sono quelle dell’articolo, direi che siamo piunto e a capo.
    E’ quello che dicono tutti.
    Ora, se si fanno le chiacchiere, vanno bene le chiacchiere, ma le cose non sono come detto nell’articolo.

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