SEVERO MONITO DI MOSCA ALLO STATO CANAGLIA – USA – CHE CONTINUA LA GUERRA.

Di: Maurizio Blondet

Un fatto gravissimo è accaduto in Siria il 19: i “terroristi buoni” sostenuti dagli USA (Al Nusra)  hanno lanciato un’offensiva a sorpresa nel  nord della città di Hama. Hanno  attaccato una zona di de-escalation ( accettate anche dagli americani), e il loro scopo era, con una manovra a tenaglia,  di accerchiare e catturare  il plotone (29 membri) della polizia militare russa che è lì proprio per controllare e far rispettare la de- escalation.  Quasi sopraffatti dalla enorme superiorità numerica degli avversari, e armati  alla leggera,  i poliziotti hanno chiamato i loro comandi.   Si pensi solo a quello che avrebbero fatto i “terroristi buoni”   amati dagli americani ai ragazzi, se li avessero catturati, con tanto di riprese video sanguinarie  di torture e decapitazioni.

La reazione russa ha dovuto essere durissima.  Sono  stati fatti intervenire gli Spetsnaz – per la prima volta, almeno ufficialmente – per estrarre i camerati:   i corpi speciali hanno  avuto tre feriti, segno della durezza dei combattimenti.  Subito dopo l’aviazione e  l’artiglieria russa hanno reagito con intensissimi bombardamenti, coi quali dicono di aver eliminato “850 terroristi, 185 oggetti, 11 carri armati, 4 portatruppe corazzati,  46 pickup, 5 mortai, 38 magazzini di munizioni”.

Ebbene: per la prima volta ufficialmente, i russi hanno accusato direttamente “le agenzie speciali americane” di aver iniziato ed anzi guidato questa puntata offensiva.

Il generale Sergei Rudskoi,  capo del dipartimento operativo principale al quartier generale russo, infatti, ha comunicato:

“Nonostante gli accordi firmati ad Astana il 15  settembre,   miliziani di Jabhat al-Nusra ed unità a che si sono unite […]  hanno sferrato una offensiva di grande scala contro le posizioni del governo […]  ad Hama nella zona di de-escalation di Idlib   a cominciare dalle  del mattino del 19 settembre […] Secondo  i dati in nostro possesso, l’offensiva è stata iniziata dai servizi di spionaggio americani per bloccare l’avanzata delle truppe del governo ad est di Deir Ezzor”.

Qualche ora dopo, la cosa è stata ribadita ad un livello più alto, con una esplicita  minaccia. Il generale Igor Konashenkov , portavoce del ministero della Difesa di Mosca: “La Russia ha detto in modo inequivoco alle forze USA nella base di Al Udeid (Qatar) che non  tollererà nessun colpo d’artiglieria dalle aree dove sono stazionate le “forze democratiche siriane” […]. Spari provenienti da quelle posizioni saranno soppressi con tutti i mezzi necessari”. Ovviamente sapendo che là ci sono gli americani.

Cadaveri di terroristi dopo l’intervento degli Spetsnaz e dell’aviazione russa.

Come dice The Saker, “un attacco organizzato dagli Usa in una zona che si supponeva di de-escalation, con in più un tentativo di catturare soldati russi, eleva la doppiezza americana ad un livello totalmente nuovo”,  ed anche l’esibizione del suo gansterismo – di cui del resto non si vergogna, come dimostra  il discorso da gangster che Donald Trump ha fatto, o gli hanno fatto fare, all’ONU: “L’Iran è uno stato canaglia economicamente vuoto, il cui export principale è la violenza…il mondo si unisca a noi a chiedere che il governo iraniano cessi il suo cammino di guerra e distruzione”, per poi promettere di “totally destroy  North Korea”..

Le meschine operazioni americane in Siria hanno  lo scopo (secondo osservatori ben informati)  “di mantenere le  forze del governo siriano lontane dai campi petroliferi da nord dell’Eufrate, perché gli Usa ha il piano di  costruire e controllare un proto-stato curdo nella Siria del Nord Est, e il controllo sul greggio darebbe a questo stato la necessaria base economica”.

Lo stato curdo che sta per nascere in Irak ha la protezione di Israele. Ed Israele ha colpito venerdì l’aeroporto di Damasco con due razzi,lanciati probabilmente da un drone israeliano; drone che l’aviazione siriana dice di aver abbattuto.  Poco prima, Tsahal aveva segnalato di aver lanciato un attacco aereo ad un sito militare  – sempre nella provincia di Hama.   Il  coordinamento coi terroristi e i servizi Usa pare evidente, così come la volontà   di provocare una escalation – altro che una de-escalation – da parte delle forze armate russe.

I 200 primi camion di armi e munizioni offerte dal Pentagono allo YPG (l’esercito curdo in Siria, ex PKK) sono stati consegnati in due convogli separati, l’11 e il 19 settembre. Provenienti dalla  regione curda dell’Irak i camion sono passati dal posto di frontiera di Semalka”:; Sono armi di fabbricazione ex sovietica, salvo alcuni   veicoli L-ATV dell’esercito Usa.

“Queste armi non sono destinate a combattere Daesh, che sta per essere eradicato, ma saranno usate  per la prossima guerra contro la Siria”,   dice Meyssan.

(http://www.voltairenet.org/article198000.html )

La Suddetsche Zeitung conferma: ha scoperto casualmente una spedizione di armamenti dal quartier generale delle forze aeree Usa in Europa, a Ramstein, verso i “ribelli” siriani. Il giornale germanico ha scoperto che i comandi Usa hanno chiesto a quattro appaltatori del trasporto di  non dichiarare la natura del carico, perché il governo tedesco avrebbe l’obbligo   di bloccare un tal traffico di armi sul suo territorio verso un paese in guerra. Il procuratore generale tedesco ha aperto un’inchiesta per appurare se il Pentagono e la Merkel hanno  rispettato il diritto, nazionale.

Il generale israeliano Gadi Eizenkot, capo dello stato maggiore interarmi, ha dichiarato che Israele farà tutto il possibile per assassinare lo shaik Hassan Nasrallah, il capo  di Hezbollah. Confermando la mentalità di gangster a cui oggi  si riducono i generali  americani e giudaici.

Frattanto Hezbollh si vanta di fatto volare un drone che ha superato le difese e sorveglianze sioniste: “L’apparecchio ha sorvolato la città israeliane per 35 minuti prima di giungere a Safed senza che in nessun momento i radar dell’armata israeliana lo abbiano rintracciato. Lo hanno rintracciato quando l’apparecchio era sulla via del ritorno. Allora sono  entrate in funzione le batterie dello Iron Dome [la “cupola di ferro”, la presunta bolla irta di missili e radar che dovrebbe fare da scudo impenetrabile per Sion contro gli attacchi missilistici] e un missile Patriot, che non ha tuttavia potuto intercettare il drone. Sono stati fatti quindi decollare i caccia israeliani che sono riusciti ad abbattere il velivolo”.

Ciò è avvenuto subito dopo che Israele ha terminato le grandi esercitazioni militari sul confine –  i più grossi giochi di guerra degli ultimi vent’anni –  che simulavano lo scenario di un attacco Hezbollah, ossia in realtà  intendevano valutare la preparazione delle forze armate giudaiche in vista di un attacco ad Hezbollah.  I risultati non sembrano essere quelli sperati:  la commissione  Esteri e Difesa della Knesset ha  fatto trapelare da un rapporto segreto, che le manovre hanno rivelato pericolose lacune  nell’armata israeliana: allo stato attuale,  Tsahal non è in grado di distruggere Hezbollah.

https://www.french.alahednews.com.lb/essaydetails.php?eid=24552&cid=323#.WcV-lshJa71

Fonte: maurizioblondet.it

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