Il pellegrinaggio di Trump

comedonchisciotte-controinformazione-alternativa-161107120239-01-trump-parry-super-169-660x330DI ISRAEL SHAMIR

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Forse Trump non ha ancora realizzato molti dei desideri dei suoi elettori, ma ha sicuramente reso i telegiornali molto più divertenti. Sempre sotto minaccia di impeachment, sopravvissuto alle campagne dei media, malvoluto dai corrotti senatori repubblicani, il presidente ha rotto tre tabù stabiliti dai suoi predecessori: ha tolto la grande paura del cambiamento climatico, ha annullato i trattati commerciali trans-pacifico e trans-atlantico e ha minato la NATO. Questi tre risultati farebbero guadagnare a qualsiasi leader un posto nei libri di storia.

Prima della sua inattesa vittoria elettorale, l’Occidente stava rotolando verso un Brave New World guidato dagli Stati Uniti e seguìto dall’Europa occidentale. I trattati commerciali dovevano eliminare la democrazia e imporre la governance delle grandi aziende. L’agenda transumanista era stata preparata per rimodellare il genere umano. La nostra vita stava per volgere al peggio: maggiori spese, dato che il riscaldamento senza petrolio avrebbe costato di più; meno reddito, poiché ancor più immigrati avrebbero ulteriormente ridotto i salari; meno sicurezza per i lavoratori.

Trump ha sganciato il vagone americano da questo treno che sfreccia verso l’inferno. Il treno europeo continua a girare senza il suo motore americano (basta vedere la Francia che, dopo Hollande, ha scelto un altro zombie).

Trump ha fatto queste grandi cose dopo il suo pellegrinaggio nelle città sante. È andato dai Custodi delle due Sacre Moschee. Si è poi diretto verso la più grande chiesa della cristianità, la Basilica del Santo Sepolcro. Infine ha visitato l’ebraico Muro Occidentale. Ha avuto un’udienza privata col papa. Successivamente, ha irriso i leader europei, incorrendo nella loro ostilità. Alla fine, è tornato a casa, dove è stato nuovamente criticato.

Un uomo con propria volontà, burattino di nessuno, è stato il primo presidente americano a recarsi a visitare il Santo Sepolcro. Questa grande chiesa, costruita per la prima volta dalla regina Elena, madre dell’imperatore Costantino nel IV secolo d.C., e ricostruita dalla regina Melisende nel XII secolo, ospita i luoghi della Crocifissione, della sepoltura e della resurrezione di Cristo. Le crociate erano state lanciate per liberare la chiesa dal giogo degli infedeli, come desiderio di brillanti cavalieri i cui nomi – Goffredo di Buglione, Tancredi di Galilea, Riccardo Cuor di Leone – sono rimasti impressi nella storia.

Di solito, gli statisti americani rimangono lontani dal Santo Sepolcro. Vanno al Muro Occidentale, per accontentare l’elettorato ebraico. Trump invece ha iniziato il pellegrinaggio in Terra Santa proprio lì, dove ha conosciuto i patriarchi latini e ortodossi; solo dopo è andato al Muro. Inoltre, ha rifiutato di essere accompagnato da Netanyahu: “il muro non ha niente a che fare con lo stato di Israele, si trova a Gerusalemme est, che fa parte della Palestina”, ha detto il suo entourage ai funzionari israeliani. La sua visita a Gerusalemme Est e Betlemme non era stata presentata né all’ufficio estero israeliano né al governo. Ha così fatto capire che la Chiesa per lui è più importante, che nonostante il suo atteggiamento positivo nei confronti degli ebrei, non è loro servo obbediente.

La sua udienza col papa a Roma è stata dignitosa e sincera, i due hanno avuto una lunga discussione privata. Dopodichè ha incontrato i leader NATO.

Durante la campagna elettorale, ha detto, a ragione, che la NATO è obsoleta. È stata creata ai tempi della Guerra Fredda per contrastare l’URSS, una superpotenza da 50.000 carri armati e 5 milioni di soldati, che si estendeva fino ad ovest di Praga e di Berlino. Ora è ad est di Kiev e Tallinn, la Russia ha circa 1.000 carri armati ed il suo esercito ha le dimensione di uno europeo. La NATO ha esaurito il proprio compito.

Forse, se le mani del presidente fossero libere, avrebbe fatto alla NATO quel che ha fatto con l’accordo di Parigi, ma chiaramente ciò è non è stato possibile. I presunti legami Putin-Trump è l’ultima e migliore difesa della NATO e del Nuovo Ordine Mondiale. Mentre era accusato di rapporti illegali col Cremlino, Trump non poteva sfaldare la NATO, tagliare drasticamente le spese militari ed intraprendere relazioni amichevoli con la Russia. È stato persino costretto a dire di aver cambiato idea e di esser diventato un nuovo credente nella NATO.

Ma i suoi piani non sono cambiati. Invece di sbattere la porta, ha accusato i partner di non pagare le proprie quote. Ha litigato con loro, finché la Merkel ha dichiarato che “l’Europa si difenderà con i propri mezzi”. Il risultato è stato lo stesso quello desiderato: la NATO si sta dissolvendo.

Ma il suo più grande colpo contro l’occulto governo mondiale è stato quando ha rigettato l’accordo sul clima di Parigi. La balla del riscaldamento globale è stata inculcata all’umanità dal pensiero unico, proprio come l’Olocausto. Dieci anni fa, Ellen Goodman, una prominente editorialista del Boston Globe, scriveva che “i negazionisti del riscaldamento globale sono come i negazionisti dell’Olocausto”. Da allora, entrambe le categorie sono state demonizzate.

Ma ora, di colpo, Trump ha rotto il tabù e ci ha ridato la libertà. Non dobbiamo professare la nostra paura di veder crescere i mari e sciogliere i ghiacci, quando ci troviamo nella primavera più fredda degli ultimi decenni. Oggi, 2 giugno, nevicava sia a Mosca che in Svezia, gli alberi di mele stanno fiorendo solo ora, anziché ad inizio di maggio. Senza Trump, non avremmo mai osato ammettere ad alta voce che la teoria del cambiamento climatico è pura fuffa.

In realtà, non ho mai incontrato uno scienziato del clima che credeva nella teoria del GW, anche se pochi lo dicono apertamente, per paura di perdere il lavoro ed essere ostracizzati. In privato, tutti hanno riso all’idea che le persone siano in grado di influenzare il clima. Il clima cambia sempre, ma il contributo umano è trascurabile. Gli scienziati russi (gli stessi che hanno imposto Trump agli americani, forse?) hanno concluso che il fattore principale del cambiamento è l’attività solare. L’anidride carbonica è un sottoprodotto del riscaldamento, non la causa, e comunque è vantaggiosa per la vegetazione.

Al contrario degli eventi storici, gli effetti fisici sono osservabili. Vedremo con i nostri occhi chi ha ragione. Secondo il modello climatico russo, siamo all’inizio di un’era glaciale minore. Osservazioni dei campi di ghiaccio antartici confermano che il ghiaccio sta crescendo, non sciogliendo. Non farà più caldo, come sostengono gli scienziati ufficiali; farà molto, molto più freddo, almeno per i prossimi trent’anni. L’inverno sta arrivando! Quando congeleremo, chi ha scritto i trattati di Kyoto e di Parigi sicuramente sarà fiero di aver vinto la battaglia contro il riscaldamento globale. La nostra influenza sul clima è infima, sia nel bene che nel male; e, inoltre, abbiamo bisogno di petrolio e carbone per sopravvivere.

Perché, quindi, una teoria così dubbia ha acquisito importanza ed ha imposto obblighi alle nazioni? Non è una questione di scienza. Con l’accordo di Parigi, la Banca Mondiale aveva pieno controllo sulla sua attuazione. I banchieri, il governo mondiale ombra, potrebbero dominare le industrie. Inoltre, la matrice della manipolazione ha bisogno di alcuni punti di definizione. Una volta erano Cristo e i sovrani, poi profitto e famiglia, ora mercati, riscaldamento globale, teoria gender, migrazione di massa (“antirazzismo”) e superiorità ebraica. Se metti in dubbio uno di questi punti, il tuo avversario si offenderà e cercherà di insultarti.

Nella mia infanzia, l’amore per Stalin era quasi un obbligo per i russi; quando Khrushchev lo rimosse, la gente se ne lamentò – ma ne fu liberata. Anche se alcuni tornarono ad ammirare Stalin, lo fecero come uomini liberi e col loro libero arbitrio.

Forse noi, o i nostri figli, riconsideremo la teoria del clima, ma sarà fatto con la nostra libera volontà e non sotto la guida di banchieri. Trump ha tolto il ventennale dogma.

Ho notato che gli importanti scienziati che hanno scoperto la balla del GW sono soprattutto russi, anche se lavorano in Occidente, tipo il prof. Zharkova dell’Università di Northumbria o il dr. A. Kosovichev di Stanford. I russi non temono la parola “negazionista”, non hanno inibizioni mentali. Il loro sistema sovietico era grezzo ma le persone erano libere di pensare quello che volevano. “I russi non si preoccupavano di quello che pensavo, gli americani sì. Volevano che la pensassi come loro”, osservò Carl Schmitt, il grande filosofo del diritto tedesco. Aveva passato tempo in zone tedesche occupate da russi ed americani dopo il ’45, per cui poteva confrontare, e scoprì che la Germania-est era più libera di mente. I russi, sia in Russia che altrove, sono ancora piuttosto indipendenti, poiché non ancora vittime del lavaggio del cervello dei Maestri del Discorso.

I russi non hanno mai creduto nel GW, tanto che non hanno mai ratificato l’accordo di Parigi. Putin non ha condannato Trump per il ritiro dall’accordo, nonostante sia stato spinto a farlo. Non crede che i paesi siano davvero in grado di fermare i cambiamenti climatici. Questo è il punto di vista del presidente russo: il clima mondiale è sempre in cambiamento, ed il fattore umano è trascurabile.

“Oggi nevicava a Mosca; [a San Pietroburgo] è piovoso e freddo – adesso possiamo dare la colpa di tutto questo a lui e all’imperialismo americano”, ha scherzato Putin. Trump ha detto che il riscaldamento globale è una “bufala”. Il Climategate, in cui e-mail di scienziati climatici britannici sono trapelate, ha confermato che è tutto una frottola. Le rivelazioni hanno però avuto poca eco: è evidente che le forze della cospirazione vogliano portare avanti con forza la propria agenda.

Nel 2003, il senatore James Inhofe chiese: “Con tutta l’isteria creata, potrebbe essere che il riscaldamento globale creato dall’uomo sia la più grande frode mai perpetrata contro il popolo americano?”. Ha inoltre affermato che “alcune parti del processo del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico hanno avuto uno stile simil sovietico: i fatti sono predeterminati, l’ideologia trionfa sul rigore tecnico e scientifico”. Inhofe ha suggerito che i sostenitori del Protocollo di Kyoto mirino alla governance globale. Forse aveva ragione.

Simbolicamente, un uomo che ha speso un sacco di soldi per imporre il dogma del riscaldamento globale al genere umano, è morto a marzo alla veneranda età di 102 anni: David Rockefeller, uno che, si dice, ha cambiato sei cuori. Il vegliardo era molto appassionato all’idea. Due anni fa, quando aveva solo 100 anni, John Spritzler di New Democracy ha scritto che Rockefeller ci vuol far credere nel riscaldamento globale per ragioni pericolose: ha bisogno di una “nuova grande idea per portare le masse a seguire la leadership della classe superiore”. Vogliono spaventarci – con GW, terrorismo o qualsiasi altra cosa – fino a sottometterci.

Il treno europeo invece continua, i leader europei persistono a seguire l’Accordo di Parigi. Costerà alle loro popolazioni ancor più soldi, ma fino ad ora hanno avuto la loro difesa gratis grazie ai gentili contribuenti americani. Ecco perché rifiutare il GW è fortemente connesso al rifiutare la NATO.

Ora i buffoni europei andranno da soli. Continueranno ad applicare il programma NWO. Hanno fabbricato una nuova linea di leader: giovane, omoerotico, senza figli, belloccio. Ostilità verso Russia e Trump, totale fedeltà ai loro programmi – questo è il compito dei banchieri in Europa. Quanto andranno lontano senza gli Stati Uniti?

Il loro primo esame è quello delle elezioni in Regno Unito, dove Jeremy Corbyn subisce gli stessi attacchi mediatici a cui Trump ha sopravvissuto in America. Corbyn ha una chance: i media pubblicano un flusso infinito di fake news su e contro di lui. Ma come abbiamo appreso dall’esempio statunitense, questo trucco non sempre funziona. Se vince, l’Europa globalista si ridurrà alla parte continentale.

A meno che non si sbarazzino di Trump. La foto di Kathy Griffin nel ruolo di Giuditta che presenta il presidente come Oloferne è un terribile promemoria che le cose sono molto gravi. Nei nostri codici culturali, Giuditta era una donna giusta che decapitò il nemico della sua nazione. La Griffin ha rappresentato Trump come Oloferne, ossia il nemico che deve essere ucciso. Una cosa del genere potrebbe innescare un potenziale assassino. Questo è molto pericoloso, anche considerato l’infinito assalto dei media ed il tradimento da parte degli onorevoli e senatori repubblicani. Sopravviverà?

Dipende dal popolo americano. Le riforme fatte da Trump sono rivoluzionarie, continuerà a farne se ne ha la possibilità. Fortunatamente, gli americani hanno le loro pistole. Questa è la migliore difesa per the Donald. Lenin nel suo più importante e breve libro, Stato e Rivoluzione, chiede che le persone siano armate come gli americani. Questo è il vero atteggiamento di sinistra. La pseudo-sinistra americana chiede di disarmare la gente, ma la sinistra reale è a favore di un popolo armato che possa decidere del proprio futuro. Sono sorpreso che i sostenitori del presidente non abbiano ancora formato la propria milizia, chiamandola la Guardia di Trump, per evitare ogni tentativo di un colpo di stato. Se non lo faranno, non hanno bisogno di pistole in ogni caso.

Il partito repubblicano dovrebbe essere epurato dei traditori. Le persone che non sostengono il Presidente dovrebbero essere cacciate dal partito. Che facciano gli indipendenti, se sono stati già eletti, e che vengano mandati via alla prima occasione possibile.

Donald sta facendo bene, ma dovrebbe pensare di più ai propri elettori. Più populismo! Dovrebbe dare ai suoi sostenitori qualcosa che non vorrebbero perdere. Non i ricchi, bensì la classe media e lavoratrice dovrebbe ricevere un bonus. Un compenso per tanti anni senza aumenti salariali. Pagare i loro debiti, i loro student loans. Questo è il momento giusto per costruire una buona base di supporto.

Le sue azioni militari invece non aiuteranno né lui né l’America. Dopo un inutile coinvolgimento in Siria ed Iraq, dove gli americani hanno ucciso civili a centinaia, ora Trump entra più in profondità nel pantano afgano, inviando truppe e dando armi ai talebani. L’Afghanistan è già un paese rovinato, dopo 16 anni sotto l’occupazione USA. I criminali della CIA hanno fatto miliardi col contrabbando e vendendo droga prodotta lì. Dato che la CIA è ostile a Trump, che senso ha mandare ancor più soldi, armi e soldati in Afghanistan? Meglio portare i soldati a casa e lasciare che gli afgani risolvano i propri problemi da sé. La sua posizione anti-iraniana è altrettanto inutile: l’Iran non sta cercando guai e non è un bersaglio morbido. I sauditi, con tutte le armi del mondo, non potrebbero mai combattere l’Iran. Lo stesso per la Corea del Nord: minacciare di farle guerra darà a Trump solo problemi.

Dovrebbe pensare alla propria sopravvivenza, a riorganizzare il governo, a promuovere i propri sostenitori e a minare il Deep State. Questo compito è grande abbastanza, non c’è bisogno di guerre inutili.

Israel Shamir

Fonte: http://www.unz.com

Link: http://www.unz.com/ishamir/trumps-pilgrimage/

4.06.2017

Tratto da: www.comedonchisciotte.org con traduzione di HMG

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