Che cos’è la moneta fiscale di cui parla il M5S ?

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comedonchisciotte.org

L’intervista al Prof. Gennaro Zezza, dell’Università di Cassino, pubblicata sul blog di Beppe Grillo, costringe finalmente tutti a parlare di moneta fiscale, anche se purtroppo pochi conoscono a fondo questo strumento, e soprattutto nessuno sembra in grado di spiegare la differenza tra le diverse tipologie che possono essere ipotizzate. E’ come parlare di mezzi di locomozione, senza conoscere la differenza tra un triciclo ed una Ferrari : è vero che ci possiamo spostare con entrambi, ma con risultati nettamente diversi!Articolo Prof Zezza sul Blog di Beppe Grillo

http://www.beppegrillo.it/2017/03/programmaesteri_uneuropa_senza_austerita.html

Ma è anche un segnale chiaro che il Movimento 5 Stelle, accreditato in base ai sondaggi della maggioranza relativa dei consensi nel paese, inizia a parlare seriamente dei problemi monetari, analizzando nel merito la questione, senza inseguire come fanno altri partiti e movimenti, la facile ricetta della banale “uscita dall’euro”. Una forza politica che si candida a governare un paese come l’Italia, non può affidarsi a ricette semplicistiche o slogan elettorali, ma prima deve analizzare come funziona l’attuale sistema monetario e quali sono le reali cause della crisi economica che stiamo vivendo.

Il problema è che oggi tutta la moneta che usiamo attualmente proviene esclusivamente dal sistema bancario privato, che la crea dal nulla attraverso i prestiti, ma soprattutto decide di utilizzarla soprattutto nelle speculazioni immobiliari e finanziarie, e sempre meno nell’economia reale.

Perché è importante una moneta fiscale ?

In una situazione come quella attuale è necessario aumentare la moneta in circolazione nell’economia reale, questo è ormai una conclusione a cui sono finalmente arrivati tutti, ed uno dei modi che lo Stato ha per farlo, è quello di creare uno strumento di scambio alternativo alla moneta legale in euro, ma che non violi i Trattati e non aumenti il debito pubblico, altrimenti il problema si aggrava.

La moneta fiscale è sostanzialmente uno strumento utilizzabile per gli scambi emesso dallo Stato e valido per la riduzione delle tasse, per cui non viola i Trattati perché la fiscalità è certamente ancora di competenza esclusiva dello Stato. È possibile quindi creare uno strumento di scambio che abbia una qualche valenza fiscale, “che possa restituire al governo la capacità di effettuare un piano di investimenti e per sostenere il reddito dei cittadini, insomma un piano di rilancio“, come dice il Prof. Zezza.

E’ quello che sosteniamo anche noi da tempo, questo è un video che illustra la proposta partecipata e condivisa del Gruppo Moneta 5 Stelle che abbiamo fondato nel 2014 (http://moneta5stelle.blogspot.it/), e che è stata portata in tutta Italia attraverso incontri organizzati dai Meetup del M5S :

Per chi desidera approfondire maggiormente le cause dell’attuale crisi economica e comprendere come funzionano le soluzioni concrete e realizzabili che abbiamo ipotizzato, questo è il video che lo spiega :

La proposta Moneta 5 Stelle è stata firmata da n.23 Gruppi Certificati e Meetup del M5S, oltre ad essere diventata, nel giugno 2016, proposta di legge presentata dal Consigliere Comunale Massimo Taddia su Rousseau, dove è stata votata da n.452 voti di iscritti; un buon risultato considerando le modalità di votazione “veloce” e la complessità della proposta.

Soluzioni concrete e realizzabili per uscire dalla crisi

Riassumendo le nostre soluzioni concrete e realizzabili fin da subito erano :

Sistema di banche pubbliche;
Banca d’Italia nazionalizzata;
Certificati di Riduzione Fiscali;
Titoli di Stato a valenza fiscale.
La nostra convinzione è che da sola la moneta fiscale non funziona, se non è affiancata dalle altre proposte da noi ipotizzate, perché sarà ostacolata in tutti i modi possibili dal sistema bancario che in Italia è privato, visto che deve essere accettata e circolare al suo interno.

SIRE SIstema di Riduzione Erariale

Non possiamo essere così ingenui da pensare che la moneta fiscale possa essere accettata tranquillamente dall’attuale sistema bancario senza “ritorsioni”, per questo la nostra ultima proposta di moneta fiscale SIRE ipotizza un circuito alternativo sotto il controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze https://comedonchisciotte.org/uno-strumento-fiscale-per-uscire-dalla-crisi-il-sire/.

Registriamo comunque che è già un notevole passo in avanti, per il Movimento 5 Stelle, quello di cominciare a parlarne, per cui proviamo ad approfondire questa possibile soluzione per spiegare che cos’è e come si utilizza.

Che cos’è una moneta fiscale

Innanzi tutto chiariamo che definiamo “moneta” qualsiasi strumento venga utilizzato per effettuare uno scambio di beni e servizi. Quindi sono “moneta” certamente le monete metalliche e le banconote, che addirittura sono definite “a corso legale”, cioè ad accettazione obbligatoria, ma è considerata “moneta” anche quella elettronica bancaria, perché viene accettata dallo Stato come pagamento delle tasse.

Ma mentre la moneta fiscale ha la capacità di “ridurre” le tasse, le monete a corso legale e la moneta bancaria, hanno invece la capacità di “pagare” le tasse, ma in fondo l’effetto finale per il contribuente è lo stesso. Solo che, rispetto alle monete a corso legale, sulle quali la BCE ha certamente qualche potere, tutti gli strumenti legati alla fiscalità, sono certamente e ancora di pertinenza esclusiva dello Stato : infatti non solo lo Stato può decidere l’imposizione delle tasse su cittadini ed aziende, ma può anche “assegnare loro” deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta fiscali.

Le riduzioni fiscali possibili

Vediamo prima di tutto di chiarire la differenza tra queste tre categorie di “riduzioni fiscali” :

la Deduzione Fiscale si detrae dall’Imponibile (Imponibile – Deduzioni Fiscali) x aliquota% = Imposta Lorda
la Detrazione Fiscale si detrae dall’Imposta Lorda per calcolare quella Netta (Imposta Lorda – Detrazioni Fiscali) = Imposta Netta
il Credito d’Imposta si detrae dall’Imposta Netta, per calcolare l’Imposta da pagare (Imposta Netta – Credito d’Imposta) = Imposta da pagare
Quindi la differenza sostanziale tra Detrazione Fiscale e Credito d’Imposta, è che la prima influisce sul calcolo dell’Imposta Netta da pagare, e quindi influenza l’ammontare complessivo del Credito dovuto allo Stato da cittadini ed aziende, mentre il Credito d’Imposta agisce dopo che si è formato il Credito dello Stato, permettendo di pagarne di meno. Inoltre mentre la Detrazione Fiscale si applica solo alle imposte sui Redditi, il credito d’imposta si applica a qualunque pagamento fiscale dovuto allo Stato.

Il Credito d’Imposta può essere “non pagabile”, se può essere utilizzato solo fino all’ammontare massimo dell’Imposta Netta, mentre può essere “pagabile” se l’eventuale eccedenza può anche rimborsata dallo Stato. Vedremo che questa caratteristica è importante ai fini del calcolo del Debito Pubblico DP, perchè secondo le attuali norme SEC 2013 ed Eurostat 2014, le Detrazioni Fiscali non rientrano nel calcolo del DP, mentre i Crediti d’Imposta per non rientrare devono essere “non pagabili”; infatti quando sono “pagabili” rientrano nel calcolo del DP perché possono diventare un debito che lo Stato deve pagare o rimborsare.

Come si realizza una moneta fiscale

Per capire come funziona una moneta fiscale, facciamo l’esempio che lo Stato stampi “biglietti di stato” con su una scritta che affermi “Utilizzabili come detrazione fiscale per 100 euro” o “Utilizzabili come credito d’imposta per 100 euro”.

Questa moneta è in grado di produrre per il suo “possessore” lo stesso risultato di una banconota da 100 euro, solo che anziché essere utilizzata per “pagare” le tasse, verrebbe utilizzata per ridurre l’Imposta Lorda o l’Imposta Netta che i cittadini e le aziende devono pagare, ma il risultato sarebbe lo stesso.

In realtà la caratteristica fondamentale che questa moneta fiscale deve avere, sia nella forma di “biglietto di stato” che di “moneta elettronica“, è quella di essere trasferibile al portatore come una qualsiasi banconota; in questo modo il risultato per il sistema economico è identico a quello prodotto da una banconota o da una moneta bancaria, cioè aumenta la quantità di scambi di beni e servizi, senza però avere l’handicap di dover essere presa in prestito e quindi essere gravata da interesse.

La moneta fiscale è quindi uno strumento emesso e deciso da uno Stato, che ha valore perché permette di ridurre le tasse di cittadini ed aziende, ma diventa strumento di scambio perché è anche trasferibile e quindi utilizzabile, mediante accettazione volontaria, come fosse una “moneta” nello scambio di beni e servizi.Libro la soluzione per l’euro

La prima moneta fiscale ipotizzata in Italia è il Certificato di Credito Fiscale CCF, ideato da Marco Cattaneo nel gennaio 2013 ed inserito nel libro “Le soluzioni dell’euro” scritto con Giovanni Zibordi nel 2014. Poi Mimmo Pisano del Movimento 5 Stelle nel 2014 lo modificato per utilizzarlo in una proposta che però ha avuto parere negativo della Commissione Parlamentare perchè era un “Credito d’Imposta pagabile”.

Da quel momento tutti insieme abbiamo elaborato una versione più realizzabile dei Certificati di Credito Fiscali, chiamati Certificati di Riduzione Fiscale CRF, per distinguerli dai CCF e rendere chiaro il fatto che sono “non pagabili”.

All’interno di Moneta Positiva abbiamo cercato di creare una nuova moneta fiscale ancor più innovativa, il SIRE, che è inserita in un circuito alternativo a quello bancario, fa riferimento alle Detrazioni Fiscali anzichè ai Crediti d’Imposta, ma soprattutto viene creata nelle versioni sia elettronica, che metallica e cartacea.

Caratteristiche delle monete fiscali

Caratteristica fondamentale delle monete fiscali, al fine di creare un effetto benefico e virtuoso nell’economia, è che abbiano una data di validità, in modo che il loro utilizzo per la riduzione delle tasse, avviene solo dopo un determinato periodo.

L’utilizzo invece come strumento di scambio può avvenire fin da subito, ed è questa la caratteristica fondamentale che permette il rilancio dell’economia, con aumento del PIL e delle entrate fiscali per lo Stato.

La data di validità, prima della quale la monete fiscale non può essere utilizzata come riduzione delle tasse, serve a dare la possibilità al sistema economico di crescere e svilupparsi in modo da permettere una aumento del PIL e delle entrate fiscali, sufficienti a compensare la riduzione del gettito fiscale che provocherà il suo utilizzo.

SEC 2013 sui Crediti d’Imposta

 

Altra caratteristica fondamentale, è che l’emissione di moneta fiscale da parte dello Stato, non comporta aumento del Debito Pubblico, basta che rappresenti una “Detrazione Fiscale” o un “Credito d’Imposta non pagabile”, mentre non deve mai essere un “Credito d’Imposta pagabile”, altrimenti dovrà essere considerata nel calcolo del debito pubblico (art.20.167 e 20.168 del SEC 2013, cioè il Regolamento n.549/2013 del Parlamento Europeo e Consiglio del 21 maggio 2013).

Eurostat 2014 sul debito pubblico

A dimostrazione di ciò, riportiamo la formula del calcolo del Debito Pubblico secondo Eurostat 2014, dove però le monete fiscali non rientrano nè in “AF.3”, perchè i Titoli di Credito sono definiti dagli art. 5.89 e 5.90 del SEC 2013 e devono essere “pagabili”, ma neanche in “AF.4”, perchè i Prestiti sono definiti dagli art. 5.112 e 5.113 del SEC 2013 e devono essere “rimborsati” alla scadenza, oltre che produrre interessi. Le “Detrazioni Fiscali” o i “Crediti d’Imposta non pagabili”, quindi, non sono nè Titoli di Credito “AF.3” , nè Prestiti “AF.4”.

Altri strumenti a disposizione dello Stato

In realtà noi oggi stiamo proponendo un discorso ancora più ampio sulle possibilità per lo Stato di creare “strumenti monetari” per l’economia reale, perché abbiamo scoperto n.3 caratteristiche fondamentali del nostro sistema monetario :

1 – L’euro non è una moneta unica, ma l’unione di tante monete di Stato aventi la stessa unità di misura e lo stesso rapporto di cambio;

2 – La Sovranità monetaria è ancora dello Stato, che la può esercitare non solo con la creazione di monete fiscali, ma anche con l’emissione di monete metalliche superiori a 2 euro, biglietti di stato e moneta elettronica in euro.

3 – La maggior parte del denaro che usiamo è creato dal nulla dalle banche commerciali quando erogano prestiti, e questo fatto, insieme all’eliminazione della separazione tra banche commerciali e d’investimento, è la causa principale dell’instabilità del nostro sistema monetario.

Quindi lo Stato, che ha ancora la sovranità monetaria, può esercitarla attraverso il conio di monete metalliche superiori a 2 euro, la stampa di biglietti di stato, l’emissione di moneta elettronica ed infine la creazione di monete fiscali di diverso genere e sigle (CCF, CRF, SIRE, ecc…). Per approfondimenti rimando ad uno degli ultimi articoli su questo tema : https://comedonchisciotte.org/i-tre-pilastri-fondamentali-per-riformare-il-sistema-monetario/

In conclusione

Siamo veramente soddisfatti che finalmente il Movimento 5 Stelle cominci ad affrontare il tema della sovranità monetaria dello Stato, anche se per ora solo dal punto di vista delle monete fiscali, perché comunque l’importante è trovare alternative alla moneta a debito emessa dal sistema bancario, e riuscire finalmente a far arrivare denaro all’economia reale.

Ma registriamo con interesse che anche altri partiti politici si stanno incanalando su questa strada, aprendo la strada alla possibilità che su questo tema possano verificarsi convergenze programmatiche inaspettate, anche se non saranno mai giustamente alleanze :

Claudio Borghi per la Lega propone dei BTP a valenza fiscale di piccolo taglio, tipo biglietti di stato https://it.businessinsider.com/ecco-il-piano-della-lega-senza-costi-per-uscire-dalleuro/;
Silvio Berlusconi rispolvera la sua vecchia idea di una doppia moneta, con una moneta dello Stato da affiancare all’euro e valida solo sul territorio nazionale http://www.blitzquotidiano.it/economia/berlusconi-euro-e-lira-insieme-2299957/
addirittura Stefano Fassina della Sinistra Italiana dichiara il suo “interesse” per la moneta fiscale del Prof. Zezza http://www.stefanofassina.it/tag/moneta-fiscale/
La realtà è che tutti si stanno rendendo conto, come diciamo da anni, che il problema non è euro o non euro, ma riuscire a creare nuova moneta da parte dello Stato, che possa essere immessa direttamente nell’economia reale, senza aumentare il debito pubblico e senza violare i Trattati. Questo noi abbiamo dimostrato che è possibile in diversi modi, tra cui anche l’emissione di monete fiscali.

La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito, e le monete fiscali certamente hanno queste due caratteristiche, perché sono create dallo Stato senza aumentare il debito pubblico e non sono gravate da interessi, visto che sono immesse nel sistema economico attraverso la spesa e non attraverso il prestito.

Queste soluzioni non evitano il problema dell’eventuale uscita dall’euro, che comunque siamo convinti che avverrà prima o poi perché l’attuale sistema non è sostenibile, ma permettono di riprenderci un minimo di controllo del nostro sistema monetario e bancario, in modo da evitare di essere sempre in balia di possibili ricatti e ritorsioni da parte della Troika.

Perché loro non molleranno mai, ma noi neppure.Incontro sulla sovranità monetaria a Modena

Venite a parlarne il 29 aprile 2017 a Modena, ci sarà anche Marco Cattaneo che è uno degli esperti economici più autorevoli nel campo delle monete fiscali in Italia, essendo stato il primo a parlare di Certificati di Credito Fiscali.

Ma ci saranno anche Giovanni Zibordi e Nino Galloni, oltre al sempre straordinario Povia con le sue ultime canzoni su questi temi.

Fabio Conditi – Associazione Moneta Positiva

http://monetapositiva.blogspot.it/

Fonte: www.comedonchisciotte.org

Fabio Conditi: Presidente dell’Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto un libro “Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi” ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone.

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4 pensieri su “Che cos’è la moneta fiscale di cui parla il M5S ?

  1. Pingback: Che cos’è la moneta fiscale di cui parla il M5S ? – Onda Lucana

  2. Concordo con Arcturus, secondo quanto sviluppato dall’articolo sarebbe come dire che lo stato é meglio dei banchieri, e chi l’ha detto? Visto che gli stati hanno permesso che sul loro territorio si verificasse questo [uno dei tanti video esplicativi ]:
    http://vittimedelcontrolloneuralesatellitare.blogspot.it/2014/08/controllo-pineale-radio-ipnotico-di.html

    La soluzione invece dovrebbe/potrebbe essere quella auspicata da Giacinto Auriti:

    Manifesto per la Giustizia Monetaria
    La moneta é del portatore, di conseguenza:
    – le banche hanno un debito verso di noi pari a tutto il denaro che é in circolazione.
    – il debito che abbiamo verso le banche é nullo perché le banche ci hanno prestato i nostri soldi.
    – ci devono restituire gli interessi sul capitale nostro di cui si sono appropriate.
    – Istituzione del reddito monetario di cittadinanza o codice dei redditi sociali [codice fiscale al contrario] sul quale viene accreditata la quantità di moneta che spetta ad ogni cittadino.
    – trattenuta all’atto dell’emissione dei fondi necessari per interessi di pubblica utilità, invece di far pagare le TASSE ai cittadini.

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  3. Riflettendo ulteriormente é positivo cmq che tutti si pongano il problema:
    “La realtà è che tutti si stanno rendendo conto, come diciamo da anni, che il problema non è euro o non euro, ma riuscire a creare nuova moneta da parte dello Stato, che possa essere immessa direttamente nell’economia reale, senza aumentare il debito pubblico e senza violare i Trattati.”

    E poi semmai non si tratta di violare dei trattati, ma eventualmente modificarli oppure non adempierli se proprio sono un “aborto”, ma chissà che non lo spieghi Fabio Conditi nel suo“Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi” come venire fuori dal “labirinto”.

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