#bastabufale fa solo 14mila firme. Contro la Boldrini già in 40mila

Laura Boldrini esulta per la raccolta firme contro le fake news. Ma online spopola una petizione per ottenere le sue dimissioni

1487678280-lapresse-20170208172523-22108281Laura Boldrini esulta, anche se non è chiaro perché. La sua raccolta firme contro le bufale online (www.bastabufale.it) ha raggiunto la mastodontica – si fa per dire – cifra di 14mila sottoscrizioni.

Per carità, sono passati solo dieci giorni dal lancio dell’iniziativa, ma non è certo una cifra enorme per una campagna sponsorizzata dalla presidente dalla Camera, rilanciata da tutti quotidiani nazionali e soprattutto che richiede pochi sforzi agli italiani (basta indicare nome, cognome e mail: niente soldi o controlli ufficiali).

Lasciamo perdere il fatto che per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare di firme ne servirebbero 50mila. Per fare un confronto limitiamoci alle battaglie della Rete. La petizione lanciata su CitizenGo Italia per chiedere le dimissioni di Francesco Spano, il direttore dell’Unar finito nella bufera per il finanziamento di circoli gay in cui si praticano orge e prostituzione, ha raccolto in un giorno ben 17mila firme. Ed è rimasta online meno di 24 ore. Oppure si pensi alla richiesta di dimissioni di Valeria Fedeli, neo ministro dell’Istruzione beccata con una laurea mai conseguita: pochi giri di orologio e in 89mila persone misero una sigla sotto la sottoscrizione online. Allo stesso modo la campagna per fermare lo spettacolo Gender nelle scuole, Fa’Afafine, raggiunse 80mila adesioni in soli sei giorni.

Potremmo andare avanti per ore ed ore. In realtà se la petizione #bastabufale è, come dice la maestrina, “la dimostrazione di quanto sia sentito il problema della disinformazione, delle bufale e delle false notizie nel nostro Paese”, allora c’è da pensare che non siano molti gli italiani interessati al tema. Povera Boldrini. Inoltre bastabufale.it non è certo il massimo della credibilità. All’appello del presidente della Camera, come scritto alcuni giorni fa da ilGiornale, insieme a Fiorello e Francesco Totti, si è infatti registrato pure Sandro Il Bufalaro. Chi è? Nessuno: un troll (falso profilo) inventato da noi. Chissà se tra le 14mila firme rivendicate dalla Boldrini c’è ancora lui, visto che a noi non sono arrivate mail di cancellazione. È credibile una campagna contro le bufale che si vanta del sostegno di un Bufalaro?

Comunque, passi pure questa. Il fatto è che un appello che chiede soltanto nome, cognome e mail ai sottoscrittori non è certo il massimo dell’attendibilità. Per fare un esempio, da circa sei mesi sulla piattaforma Change.org gira una petizione per chiedere alla Boldrini di lasciare la poltrona della terza carica dello Stato. “Non possiamo permettere – si legge – che a rappresentarci ci siano persone come lei”. Totale adesioni: circa 40mila. Raccolte allo stesso modo in cui le raccoglie lo staff presidenziale: ovvero non certificate.

Alla fine della campagna, scriveva ieri la divina Laura su Facebook, “convocheremo intorno a un tavolo tutti i soggetti che possono e devono contribuire ad arginare il fenomeno delle fake news”. Ovvero Google, Facebook, i giornali, il governo e via decendo. “Piú firme avrá l’appello più saremo forti nel far sentire la nostra voce”, dice Boldrini. Per ora l’hanno seguita in pochi.

Fonte: ilgiornale

 

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