Fine dell’Impero Statunitense: Navi da Guerra Russe Appena Arrivate nelle Filippine

Philippine President Rodrigo Duterte (4th L) gestures with Russian Ambassador to the Philippines Igor Khovaev (3rd L), Russia's Rear Admiral Eduard Mikhailov (5th L), and other Philippine and Russian officials in front of the Ka-26 anti-submarine helicopter at the anti-submarine navy ship Admiral Tributs at the south pier in Metro Manila, Philippines January 6, 2017. REUTERS/Noel Celis/Pool

Philippine President Rodrigo Duterte (4th L) gestures with Russian Ambassador to the Philippines Igor Khovaev (3rd L), Russia’s Rear Admiral Eduard Mikhailov (5th L), and other Philippine and Russian officials in front of the Ka-26 anti-submarine helicopter at the anti-submarine navy ship Admiral Tributs at the south pier in Metro Manila, Philippines January 6, 2017. REUTERS/Noel Celis/Pool

 

DI DARIUS SHAHTAHMASEBI

Darius Shahtahmasebi

Il noto critico americano di politica estera e linguista, il prof. Noam Chomsky, ha dichiarato svariate volte che il potere degli Stati Uniti è costantemente diminuito dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Come nota Chomsky, nel 1945, gli Stati Uniti possedevano “metà della ricchezza mondiale, una difesa incredibile, controllavano l’intero emisfero occidentale, i due oceani, e le sponde opposte di entrambi gli oceani.”

In quel contesto – e nel contesto degli Stati Uniti che dichiaravano guerra in più paesi in giro per il globo, con la più avanzata tecnologia militare al mondo – è difficile comprendere come questo sia potuto succedere. Ma Chomsky non ha torto.

Cominciando negli anni ’40 da quella che fu definita “la perdita della Cina”, gli Stati Uniti hanno cominciato lentamente a perdere territori del sud-est asiatico, cosa che portò l’America a scatenare brutalmente le Guerre Indocinesi. Come nota Chomsky, distruggendo il Vietnam del Sud nella duramente criticata Guerra del Vietnam – una mossa progettata per impedire al Vietnam di raggiungere l’indipendenza e magari diventare uno stato comunista – gli Stati Uniti mandarono un messaggio al resto dell’Indocina: se una nazione avesse tentato di liberarsi dal controllo statunitense-europeo, sarebbe stata bombardata e cancellata dalla faccia della terra. Al tempo la strategia funzionò; come nota Chomsky, al 1965, ciascuno stato della regione era retto da una dittatura, pronta a governare in modo conveniente agli interessi di politica estera americani. Come mostrato dai recenti sviluppi nella regione asiatica, comunque, il successo di questa strategia “da bulli”, ha avuto vita decisamente breve.

In ogni caso, gli Stati Uniti hanno perso anche il Sud America. Secondo Chomsky, la “perdita” del Sud America si evince facilmente: “Un segno tangibile è che gli Stati Uniti sono stati cacciati da ogni singola base militare in Sud America. Stiamo cercando di ripristinarne qualcuna, ma al momento non ce ne sono.”

Nel corso degli ultimi decenni, gli Stati Uniti hanno cominciato a perdere anche il Medio Oriente. In Iraq, gli Stati Uniti col loro sostegno hanno contribuito all’ascesa al potere di Saddam Hussein, e addirittura hanno appoggiato la sua guerra di aggressione contro il vicino Iran. Poi, l’USA voltò le spalle a Hussein, attaccando l’Iraq nel 1991 sotto la presidenza di George H.W. Bush. Come risultato, gli Stati Uniti hanno imparato almeno una preziosa lezione dal bombardare l’Iraq nei primi anni ’90: che la Russia non sarebbe intervenuta nelle ambizioni dell’America in Medio Oriente.

Il Medio Oriente era pertanto pronto per essere conquistato, e continuò ad esserlo fino alla Guerra Siriaca. Quello che la gente non capisce, comunque, è che gli Stati Uniti non stanno sottomettendo con le bombe il Medio Oriente grazie al loro immenso potere, ma perché il loro potere, la loro influenza, il loro controllo su tutta la regione, li stanno in realtà perdendo.

Come dovrebbe essere piuttosto chiaro a chiunque segua il conflitto, la Russia ha rimpiazzato gli Stati Uniti come giudice, giuria e carnefice (e presunto mediatore di pace) nella quinquennale Guerra Siriaca,  riprendendosi con successo la metropoli di Aleppo dai gruppi ribelli appoggiati dalla Nato.

L’avanzata della Russia in Medio Oriente ha avuto conseguenze in tutto il mondo. Nell’ottobre dello scorso anno, gli Stati Uniti hanno ufficialmente “perso” la loro morsa sulle Filippine. Nonostante in precedenza siano stare viste come fondamentali alleate degli Stati Uniti, vitali per contrastare l’influenza della Cina nella  regione asiatico-pacifica, le Filippine si sono vantate apertamente e orgogliosamente dei loro nuovi legami con Russia e Cina.

A quanto pare, le Filippine si sono messe in gioco. Le navi da guerra russe sono arrivate nel territorio filippino questo martedì. A detta della Marina delle Filippine, la loro è soltanto una visita “di cortesia”, ma si dovrà duscutere di future esercitazioni congiunte. Un reportage di Sputnik News russo sembrava contraddire questa possibilità, affermando che le navi erano là appositamente per condurre esercitazioni congiunte con le forze filippine allo scopo di combattere la pirateria marittima e il terrorismo.

“Potete scegliere di collaborare con gli Stati Uniti d’America, o con la Russia” ha detto il vice ammiraglio russo Eduard Mikhailov, in un discorso tenuto al porto di Manila. “Ma da parte nostra, possiamo aiutarvi in qualsiasi modo voi abbiate bisogno. Siamo sicuri che nel futuro eseguiremo esercitazioni assieme. Forse si tratterà solo di manovre, di impiego di sistemi di combattimento, e così via.”

Mikhailov sembrava anche indicare che altri stati nella regione, come Cina e Malesia, entro i prossimi anni si coordineranno con le potenziali esercitazioni. La Russia ha anche offerto alle Filippine armi sofisticate, incluso aerei e sottomarini.

Agli Stati Uniti rimane solo un’ultima mossa: circondare i confini della Russia con truppe e missili Nato, cosa che stanno facendo piuttosto rapidamente. Prima o poi, comunque, gli Stati Uniti dovranno ammettere il loro effettivo declino nella classifica mondiale, e non avranno altra scelta che imparare a coordinare gli affari globali col benestare di Russia e Cina.

Parliamoci chiaro – qual’è l’alternativa?

Darius Shahtahmasebi
6.01.2017
Tradotto per www.comedonchisciotte.org da: MARTINA QUAGLIOZZI

2 pensieri su “Fine dell’Impero Statunitense: Navi da Guerra Russe Appena Arrivate nelle Filippine

  1. Cit. “e non avranno altra scelta che imparare a coordinare gli affari globali col benestare di Russia e Cina.” non mi sembra una cosa negativa, coordinare gli affari con la diplomazia anziché con la forza.
    Tanto più che oggi é necessario capire quali siano gli “affari” da trattare.

    Ci sono novità in tutti i campi dalle forme energetiche alla robotica, alle amministrazioni degli stati [vedi studi Giacinto Auriti] alla cura del Pianeta che é allo stremo… e le elites di potere che fino ad oggi hanno imposto alle nazioni una politica di forza, se vogliono che il pianeta sopravviva dovranno pensare in grande e nel rispetto delle singole nazioni che per il tramite dei loro rappresentanti si spera abbiano la giusta apertura mentale e non il solito egoismo.
    Il colpo finale agli USA nella sua politica di espansione secondo me l’ha dato le guerre stellari in Iraq, chi ne ha visto gli esiti é rimasto inorridito.
    Che poi non ho mai capito perché quando i vertici non riescono a dialogare tra di loro scatenano le guerre che mietono vittime tra la popolazione.
    Come Hitler quando ha invaso la Polonia per assicurarsi Danzica, [se voleva un porto militare -corridoio di Danzica- perché non lo ha costruito? -breve riassunto della vicenda-] operazione che ho paragonato alla Siria e all’oleodotto che doveva attraversarLa, uno dei motivi del conflitto in Siria.
    Insomma le nazioni per il tramite dei loro rappresentanti dovrebbero rispettarsi di più, é pur vero che i militari non vedono l’ora di menare le mani, ma potrebbero ovviare con le guerre simulate si divertirebbero ugualmente e non ci sarebbero vittime.
    Naturalmente quest’ultimo discorso vale per gli aggressori, é naturale che un popolo aggredito invece deve difendersi e se l’aggressore é ottuso potrebbe essere necessario l’uso della forza.

    Mi piace

  2. @Laurama,

    anche su questo BLOG più volte è stato scritto che l’ industria USA è per il 60% a carattere militare come vuoi allora che si parli di PACE quando è la “guerra” ad alzare il PIL, inoltre DEVI tener presente che alcune RAZZE terrestri SONO “predatrici & dominanti” quindi è nel loro DNA una di queste la conosci anche Tu SONO i “sionisti kazhari” se NON lo sai digita “IMPERO KAZHARO” ne leggerai delle belle !!!!

    BUONA
    VITA

    SDEI

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...