Pro o contro l’euro? Se non sceglie, Grillo è pari a Renzi

«Se i Cinque Stelle vogliono dimostrare di essere diversi da Renzi, possono cominciare evitando di sottrarsi alle domande dirette. Altrimenti, se continueranno a schivarle, dimostreranno di essere sempre più simili a quei politici che volevano sostituire». Lo scrive Stefano Feltri sul “Fatto”, interrogandosi sui grillini: il movimento è pronto a governare l’Italia? E, cosa non meno importante, vuole davvero farlo? Domande rimaste sullo sfondo della campagna referendaria, che in teoria riguardava tutt’altro, ma a cui bisogna comunque offrire una risposta, visto che almeno un italiano su quattro tifa per i 5 Stelle. Purtroppo, però, i grillini «non sembrano offrire elementi chiari per formarsi un’opinione netta», scrive Feltri. Sulla loro onestà, a grandi linee, non ci sono dubbi: i 5 Stelle «non rubano, sono disposti a rinunciare al grosso del loro stipendio, non si prestano quasi mai a giochi di palazzo». Ma queste sono condizioni pre-politiche. Ok, saranno anche persone perbene. Ma quali sono le loro idee sui temi decisivi? «L’ambiguità sull’euro e sull’Unione europea, per esempio, non è più accettabile».

Lo confermano le vaghezze di Alessandro Di Battista, che ha dato un contributo importante alla vittoria del No al referendum. “Die Welt” in Germania ha appena pubblicato una sua intervista, tradotta in Italia da “Repubblica”. «Euro ed Europa non Alessandro Di Battistasono la stessa cosa», dice Di Battista. «Noi vogliamo solo che siano gli italiani a decidere sulla moneta». Davvero? «Questa è la formula un po’ ipocrita, che i Cinque Stelle usano da anni», scrive Feltri. Che spiega: «Un referendum sull’euro è praticamente impossibile perché la Costituzione vieta consultazioni dirette sui trattati internazionali. Ma anche ammesso che si riesca a indire (l’iter è piuttosto farraginoso ma sulla carta esiste), quale sarebbe la posizione del Movimento? Farebbe campagna per il Sì o per il No?». Difficile scoprirlo, anche se «siamo reduci da un referendum nel quale M5S non si è speso soltanto per il voto diretto del “popolo” sulla Costituzione ma ha fatto una attiva campagna e, alla fine, è considerato unanimemente tra i vincitori».

Se ci fosse un referendum sull’euro, insomma, Di Battista e i Cinque Stelle farebbero campagna per rimanere o per uscire? «Dalla risposta a questa semplice domanda – scrive ancora Feltri – dipende una buona fetta del consenso al Movimento che finora ha prosperato in quella zona grigia al confine tra forza di opposizione e forza anti-sistema» Il giornalista del “Fatto” sospetta che i grillini non si sbilancino, temendo la prudenza degli italiani: «Dubito che tanti elettori sarebbero pronti ad affrontare l’incertezza di una rottura della moneta unica, anche perché le conseguenze sembrano ignote agli stessi leader M5S». Che conseguenze dovrebbe affrontare, l’Italia, in caso di uscita dall’euro? A Di Battista lo ha chiesto la giornalista tedesca Costanze Reuscher. E lui: «Conosco bene quali sono le conseguenze dell’introduzione dell’euro, la perdita di potere Grillod’acquisto, il calo delle retribuzioni, la riduzione della capacità di concorrenza delle imprese, il degrado sociale, la disoccupazione». Una riposta «che è un modo per eludere la domanda», concude Feltri, a sua volta non certo schierato contro l’euro.

Di Battista, dal canto suo, preferisce non scendere nei dettagli: «Se l’Europa non vuole implodere deve accettare che non si può andare avanti così», si limita a dire. «Nel 2017 ci saranno elezioni importanti. In Francia probabilmente vinceranno i gollisti o Le Pen. In Germania la cancelliera ce la farà anche stavolta, ma i movimenti alternativi, chiamiamoli così, avanzano». Considerazioni ovvie, chiosa Feltri: «Di Battista non ha voluto rispondere». Come anche Luigi Di Maio e lo stesso Beppe Grillo, dovrebbe «rispondere a due semplici domande che richiedono un Sì o un No, senza sfumature, come nel referendum di domenica». Prima domanda: è nel programma elettorale dei 5 Stelle un referendum sulla permanenza dell’Italia nell’euro? Seconda: ammesso che quella consultazione si tenga, il M5S farà campagna pro o contro la permanenza dell’Italia nella moneta unica? Aspettarsi una risposta, oggi, dai 5 Stelle, è perfettamente inutile.

Fonte: libreidee

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3 pensieri su “Pro o contro l’euro? Se non sceglie, Grillo è pari a Renzi

  1. Non basta definirsi “populisti”, bisogna esserlo!
    Il termine populista, significa: DEL POPOLO., solo il marketing e la comunicazione delle Elites lo ha reso negativo. Lo si vede dal disprezzo mostrato dalla Boldrini e in genere dal PD verso il voto.
    Il M5S è populista? No, non è assolutamente populista, anzi è contro il popolo!
    Come fai a dirlo?
    Semplice, basta chiedersi quali sono i pronlemi che gravano sulla gente comune per saperlo.
    Quali sono questi problemi? Di sicuro non sono le Unioni civili o i “diritti” dei gay, o altre cazzate del genere…lli” della fine degli anni 50, siamo al “poveri e cessi” di adesso.
    I problemi sono: 1) Immigrazione 2) i giudici che lavorano contro il popolo e a favore delle elites
    Questi sono i due problemi primari
    E il lavoro? Il futuro? Le pensioni?
    Sono una conseguenza dei primi due!
    L’immigrazione viene a distruggere il tessuto sociale del paese e crea una disparità anticostituzionale che viene sancita da: “tutti sono uguali di fronte alla legge”, l’atteggiamento assunto dai giudici è quello di far valere questa “uguaglianza” solo contro gli italiani e a favore degli immigrati. E’ la cronaca a dirlo!
    Il M5S i cui due sindaci più rappresentativi,Raggi e Appendino come primo atto ufficiale vanno a festeggiare la fine del Ramadan, la dice lunga sul populismo del movimento.
    Ma, non è solo quello, è il progetto della “decrescita felice” a essere una imbecillità assolita. Non siamo più al “Poveri ma belli” film degli anni 50, ora siamo al “Poveri ma cessi”.
    La disparità nei fatti, di trattamento verso gli italiani, prefigura una sorta di razzismo all’incontrario, che andrebbe perseguito elettoralmente. La sinistra, in genere è razzista verso chi non la pensa come lei!
    Spero scompaiano al più presto…
    fatevi una domanda: si stava meglio trenta, venti anni fa o adesso?
    La risposta è evidente… abbiamo seguito questi idioti sostenitori della globalizzazione e per pagare meno un I-pad abbiamo pagato più caro tutto?
    Altro che populisti, questi sono nemici degli italiani

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    • caro amico quello che hai descritto è niente in confronto alla realtà italiana
      I politici si limitano a rimanere nei ranghi subordinati a forze più ostiche di quanto tu possa pensare
      Grillo, per finanziare il movimento, i soldi gli ha presi dagli stessi che finanziano il PD, che hanno deciso e preteso le dimissioni di Berlusconi, prova a guardare l’andamento della borsa qualche settimana prima delle dimissioni, guarda i titoli della famiglia Berlusconi.
      Loro creano i disordini avendo già pronto nel taschino il piano per uscire dalla crisi del momento.
      Non guardate le cose da troppo vicino risulterà tutto molto sfocato.
      ‘Sto presepe è sempre lo stesso da 25 anni, cambiano i posti ma i pupi sono sempre gli stessi.
      Provate a prendere le distanze dalla vostro politico o movimento o partito di riferimento, siate onesti con voi stessi e ditevi se questi agiscono con etica e professionalità o mera cupidigia

      Svegliatevi Italiani

      Basta leggere e commentare, qui bisogna reagire!

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  2. Sono contro al popolo tutti quei governi schiavi dei banksters,Rotschild e compagnia.Il paradosso che non
    è piu’ sufficiente,come un tempo,essere alleati,vedi Nato, perchè la loro agenda prevede,con ogni mezzo,
    la depopolazione.La domanda che dovrebbe sorgere spontanea in coloro che si prestano al gioco es. sedicenti giornalisti di regime,magistrati,forze del N.W.O.,troll ecc.è:”Siete proprio sicuri con le vostre famiglie di essere i prescelti?”Meditate venduti,meditate.

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