I comitati per il No: “Esposto per lettera italiani all’estero”

1478880199-apertura-renziDi: Luca Romano

“I comitati per il No al referendum costituzionale hanno dato mandato a Francesco Saverio Marini di presentare un esposto all’autorità giudiziaria in ordine alla vicenda della lettera inviata da Matteo Renzi ai cittadini italiani all’estero, con particolare riferimento alla annunciata ‘contemporaneità’ del recapito della lettera stessa e delle schede elettorali, e soprattutto al mancato rilascio da parte del ministero dell’Interno al Comitato popolare per il No degli indirizzi dei nostri connazionali residenti all’estero”.

E’ quanto si legge in una nota del coordinamento dei comitati per il No. “L’iniziativa verrà compiutamente illustrata nella giornata di lunedì nel corso di una conferenza stampa”, si annuncia. E sulla stessa linea è anche la Lega che annuncia un esposto contro Renzi. Lunedì la Lega presenterà con il deputato Paolo Grimoldi un esposto in Procura “per fare chiarezza e sapere per quale ragione il ministero degli Esteri ha respinto la nostra richiesta di fornirci gli indirizzi dei cittadini italiani residenti all’estero, a cui avremmo voluto inviare una lettera per spiegare le nostre ragioni del No al referendum, mentre questi indirizzi sono stati forniti al Pd per inviare la lettera di Matteo Renzi”, ha affermato in una nota il deputato e segretario della Lega Lombarda-Lega Nord.

“Siamo di fronte ad un grave vulnus che falsifica la consultazione non permettendo alle ragioni del No di essere divulgate ai 4 milioni italiani residenti all’estero con le medesime modalità permesse a chi sostiene il Sì”. Salvini ha poi rincarato la dose: “Presenteremo denuncia nei confronti di Matteo Renzi perchè comprarsi gli indirizzi di milioni di italiani residenti all’estero per spedire la letterina sul referendum è un reato penale e ne dovrà rispondere a qualche giudice. Quando noi abbiamo chiesto questi indirizzi ci hanno detto no, c’è la privacy. Ora o paga Renzi o paga il ministro dell’Interno. Oppure vanno in galera tutti e due, vediamo se c’è un giudice che vuole fare rispettare la legge”. Anche Forza Italia attacca il premier per la vicenda della lettera agli italiani all’estero: “Ci saranno azioni unitarie delle opposizioni per far chiarezza sugli indirizzi degli italiani all’estero. “Nella lettera il premier invita i nostri concittadini a esprimersi sul referendum, non prima, però -attacca- di essersi profuso in una apologia delle ragioni del Sì, demagogica nello stile quanto falsa nel merito. L’intervento, oltre a rappresentare un’indebita e violenta ingerenza nella formazione del convincimento degli elettori, fa quantomeno sorgere il dubbio che la condotta integri anche gli estremi del reato di abuso d’ufficio. Come fa il Comitato per il Sì ad avere questi indirizzi e questi elenchi? Perché non sono accessibili anche al fronte del No? Chi pagherà?”, ha affermato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta.

Fonte: ilgiornale

2 pensieri su “I comitati per il No: “Esposto per lettera italiani all’estero”

  1. E’ evidente che a questo voto del 4 Dicembre il governo ci tiene particolarmente, ci sono spot dappertutto, a volte anche come pubblicità su video youtube [non ho avuto la prontezza di scrivermi quello che dicono] ma ciò é veramente molto sospetto.

    Viene sponsorizzato come una riduzione dei costi della politica e come un’occasione di snellimento della burocrazia, ma tutto ciò nasconde un progetto eversivo, la attuale politica che ha steso la contorta modifica [in alcuni articoli non si capisce proprio niente] non poteva partorire altro che questo, per salvare se stessa a danno dei popoli.

    Mi auguro che gli oppositori sappiano ben vigilare.

    per esempio se volevano ridurre i costi della politica potevano modificare il numero dei senatori e dei deputati:
    art. 56
    La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

    Il numero dei deputati è di seicentotrenta.

    così modificato:
    art. 56
    La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

    Il numero dei deputati è di trecentoquindici.

    art.57
    Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.

    Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici

    così modificato:
    art.57
    Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.

    Il numero dei senatori elettivi è di centocinquanta.

    Tanto da quello che si legge sembra che in molti non partecipino alle sedute parlamentari, ci sono alcuni che prendono le indennità e non vanno MAI in parlamento.

    Mi piace

  2. Il perché la deforma costituzionale é un pericolo per la democrazia é spiegato anche qua [dalla pagina fb dell’Avv. Mori]:
    Grazie a Luciano Barra Caracciolo che lo ha diffuso in un suo post vi trascrivo un pezzo di Lelio Basso che conferma ciò che da sempre sostengo, ovvero che la democrazia esiste solo se il sistema elettorale è strettamente proporzionale:
    “… Oggi non si discute più…quale sia il sistema elettorale più adatto a far nascere un’assemblea che rifletta, come uno specchio, la fisionomia politica del Paese, ma al contrario QUALE SIA IL SISTEMA ELETTORALE CHE MEGLIO CONSENTA DI DEFORMARE QUESTA FISIONOMIA NEL PAESE.
    Poiché il partito di maggioranza sa di essersi notevolmente indebolito…esso si preoccupa di trovare un sistema che, FALSANDO la volontà del Paese, gli conservi quella maggioranza di cui non può più disporre. Il problema attorno a cui si arrovellano i cervelli democristiani è ormai soltanto questo: data una determinata situazione politica del Paese, in cui il governo non dispone più della maggioranza dei consensi, trovare la legge elettorale che gli dia egualmente la maggioranza dei seggi.
    Come nel 1924, quando la rappresentanza proporzionale fu sostituita con la legge Acerbo, questo capovolgimento di indirizzo significa il CAPOVOLGIMENTO DEI PRINCIPI SU CUI SI FONDA LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE, la quale ha per presupposto appunto l’alternarsi delle maggioranze, cioè la possibilità data alla minoranza di diventare maggioranza, mentre le leggi elettorali basate sui cosiddetti “premi di maggioranza”, del tipo della legge Acerbo…hanno invece lo scopo opposto di perpetuare la maggioranza esistente, di creare UN BLOCCO MASSICCIO DI DEPUTATI NON SORRETTO DA UN’ADEGUATA FORZA NEL PAESE, e perciò stesso di sopprimere la funzione democratica del Parlamento e annullare la vita democratica del Paese.
    Nove mesi dopo le elezioni fatte con la legge Acerbo nasceva in Italia la dittatura fascista attraverso il colpo di forza del 3 gennaio, che la Camera, nata a sua volta da una legge antidemocratica, non poteva che avallare. IL CHE IN ALTRE PAROLE VUOL DIRE, OGGI COME IERI, CHE LA SOPPRESSIONE DELLA PROPORZIONALE indica la volontà del governo di PASSARE DALLA FASE DI DEMOCRAZIA PARLAMENTARE A QUELLA DI STATO-REGIME”
    [L. BASSO, Proporzionale e democrazia parlamentare, in Il Comune democratico, aprile 1952, n. 4, 101-102].

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...