Bruxelles chiede di arrestare l’ascesa dei movimenti “populisti”

moscovici-pieredi  Rafael Núñez

La vittoria di Trump ha fatto accendere le lampadine dell’allarme  nella Commissione Europea davanti alla possibilità’ di un “effetto contagio” anche nei paesi europei. Nel 2017 si  svolgeranno le elezioni in cinque paesi europei dove i partiti  considerati “populisti” hanno serie possibilita’ di arrivare al governo.

Il commisario europeo per gli Affari Economici, Pierre Moscovici, ha qualificato come una “catastrofe” la possibilità’ che qualcuno di questi partiti ottenga il potere e si augura sofferenza  se l’Europa non cambia di orientamento: “se non siamo capaci di rispondere adeguatamente, andremo a soffrire, stiamo gia’ soffrendo questa distanza tra la elite è la gente, tra i governanti a ogni livello ed i cittadini”.

Sulla stessa linea si è’ espresso  il vice presidente della Commissione Europea Joaquin Alumnia, che ha qualificato come “drammatico” il trionfo di Donald Trump ed ha allertato che esiste un rischio evidente che altri partiti di estrema destra europea acquistino lo stesso  vigore dimostrato dal movimento che ha eletto Trump. Moscovici, dal canto suo,  si manifesta  seriamente preoccupato e si appella alla” globalizzazione” (come rimedio di ogni male).

Pierre Moscovici, che era stato commissario europeo degli Affari Economici francesi si è mostrato realmente preoccupato per le conseguenze che la elezione di Trump avrà nel Nord America e nel resto del mondo e che, in alcuni casi, “potrebbero essere maggiori ” rispetto a quelle che patiranno gli stessi statunitensi. Moscovici, che mantiene la pressione sul deficit di vari paesi, tra quelli l’Italia e la Spagna, insiste su queste misure, nonostante il riallineamento del bilancio e l’”apertura alla globalizzazione”

L’ex viceministro delle finanze francese riconosce pubblicamente che si progetteranno riforme economiche che rispondano “alle sfide ” che presuppone la presenza di forze di destra populiste e alternative che acquistano forza in quasi tutti i paesi europei nel momento in cui riconosce che la crescita media dell’Eurozona sarà soltanto dell’1,5%.

Tuttavia il commissario non si è riferito alle altre misure più in  là di quelle economiche , non considerando problemi per gli europei come quelli derivanti dall’immigrazione senza controllo, la crisi delle democrazie parlamentari, la perdita delle sovranità nazionali e l’abbandono dei valori tradizionali.

Tanto meno il commissario si è appellato a misure che vadano oltre l’aspetto economico : “se vogliamo un futuro migliore nel 2020, bisogna lavorare sull’economia”, ha detto sicuro  il commissario.

Il calendario previsto per le elezioni fa tremare Bruelles

Dopo il Brexit e la vittoria di Trump negli USA- oltre al successo che già hanno avuto le destre nazionaliste e identitarie in paesi come la Polonia, l’Ungheria o la Finlandia- , Bruxelles deve affrontare un calendario di elezioni dove i partiti che discutono di globalismo hanno varie opzioni di uscire vittoriosi.

In Marzo l’Olanda svolgerà le sue elezioni politiche ed il Partito della Libertà di Geert Wilders si trova in testa nei sondaggi; un mese dopo si voterà in Francia, dove la Marine Le Pen, anche lei parte con un netto vantaggio sul resto dei rivali politici. Rispetto al caso francese, Joaquín Almunia ha auspicato che che siano le “forze democratiche” quelle che passino al secondo turno per impedire che il Front National vada al governo in Francia. Per ultima, nel mese di Settembre, voterà la Germania, dove la controversia per la politica migratoria di Angela Merkel ha fatto salire nei sondaggi il Partito AfD (Alternativa per la Germania).

Da qui la paura degli oligarchi della UE di perdere le loro posizioni in seno alla Commissione e tutti i privilegi di cui hanno fino ad oggi goduto. Il vento del cambiamento inizia a spirare anche in Europa.

Fonte: La Gaceta

Traduzione: Luciano Lago per: Controinformazione

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