IN USA E’ AVVENUTO IL PASSAGGIO DEL RUBICONE. ORA, LE IDI DI MARZO, O CI VEDIAMO A FILIPPI.

In certi momenti storici, i manifesti elettorali dicono più di tante analisi. Guardate questo.

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“Lavoro, pace, sicurezza – Vota Trump”.

Da quanto tempo un candidato alla Casa Bianca, con serie possibilità di conquistarla, promette “posti di lavoro” e “pace”? Bisogna risalire a un secolo fa, forse persino a tutta un’altra storia, che in Usa non ha mai avuto spazio. Strani echi “sociali”, di appello al popolo oppresso. C’è persino il colore rosso, che sicuramente era lo sfondo di questa vecchia foto:

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E guardate questo video: “Un colpo di Stato civile è in corso in America”; annuncia questo imporitante personaggio, Steve Pieczenik: “Un colpo di Stato che Bill e Hillary stanno attuando non coi carri armati, ma con la corruzione e la cooptazione e il clientelismo – I Clinton hanno corrotto la Casa Bianca, il sistema giudiziario, la Cia, il nostro FBI, il ministro della Giustizia Loretta Lynch.

“Per contrastare questo golpe, la intelligence community e altri impegnati ci siamo riuniti informalmente, e abbiamo deciso di agire per salvare la Repubblica; ed è col loro permesso che sto annunciando un contro-colpo, che avviene attraverso Julian Assange e Wikileaks, che ha avuto l’effetto di forzare Comey (il capo dell’FBI) a occuparsi dello scandalo Hillary Clinton e delle e-mail relative al caso Anthony Weiner (il marito porco di Huma Abedin); un caso non importante in sé, ma che abbiamo usato per dire all’Amministrazione – ti teniamo d’occhio; non solo, ma vi impediremo di fare di Hillary Clinton il presidente degli Stati Uniti – e nello stesso tempo incrimineremo il presidente (Obama), il ministro Loretta Lynch e molti altri che sono implicati nella gigantesca corruzione della Clinton Foundation….” E cita i servizi militari, l’FBI, “e le altre quindici agenzie d’intelligence nauseate dalla corruzione che vedono”. Inoltre loda Assange, il bravo e coraggioso Assange che ha compiuto la sua parte con grave sacrificio personale. “E’ una seconda rivoluzione americana“, e promette ad Obama l’uscita senza processo…

“C’è un golpe dei Clinton in corso”
Appena comparso su youtube, questo messaggio di Pieczenik è stato visto da 650 mila persone. Perché questo personaggio è stato sotto-segretario di stato aggiunto sotto Kissinger, Cyrus Vance, James Baker; segretario aggiunto a fianco di Gerald Ford, Jimmy Carter, Ronald Reagan. Il fatto che sia sempre stato indicato come “aggiunto”, non vuol dire che era di seconda linea, suggerisce che era non un politico in carriera bensì un “tecnico”, addetto ad operazioni molto speciali. E’ un”esperto di gestione delle crisi internazionali”. In Italia l’abbiamo conosciuto perché, durante il rapimento Moro, il Dipartimento di Stato ce lo mandò qui, come “psichiatra” e “consulente psicologico” nella trattativa coi brigatisti. Molti anni dopo, ha ammesso, parlando al Telegraph, che il suo compito lì era assicurarsi che Moro non tornasse mai più a casa.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/1581425/US-envoy-admits-role-in-Aldo-Moro-killing.html

Insomma, quando Pieczenik dice in video di stare parlando a nome dell’intera “intelligence community”, non sta pronunciando una vuota vanteria.

Oggi è anche membro del comitato “per la verità sull’11 Settembre”, il che lo rende particolarmente pericoloso per i neocon annidati ancora nell’amministrazione Obama, in incredibile commistione coi Fratelli Musulmani (vedi nota). E dopo questo annunci di Pieczenik, si capisce anche l’uscita di James Kallstrom, ex direttore “aggiunto” dell’FBI, che ha definito la famiglia Clinton una “famiglia del crimine organizzato”, suppergiù come Cosa Nostra, e la Clinton Foundation “una fogna” . Si capisce l’uscita dell’ex ambasciatore Craig Murray, il quale qualche giorno fa ha raccontato che il profluvio di e-mail che stanno seppellendo la Clinton non vengono da Putin, a “da cerchie ufficiali a Washington”.

Ed ora arriva un’altra notizia: la polizia di New York (NYPD), sta cominciando ad indagare sulla rete di sesso pedofilo di cui i Clinton sono clienti speciali. Ciò, a seguito del secondo video di Steve Piecedznik, che racconta come Bill e Hillary, separatamente o insieme, sono saliti almeno 26 volte sul “Lolita Express”, un volo di lusso – organizzato da Jeff Epstein, un noto miliardario giudeo, già pregiudicato per fatti sessuali pedofili – che trasporta regolarmente politici e celebrità varie alle Bahamas, dove possono far sesso con bambini e bambine. Piecedznik dice che il NYPD ha le prove di questa particolare abitudine dei Clinton. “Sicché lei sarà accusata non solo di ostruzione alla giustizia, di aver mentito a un procuratore dell’FBI, sarà anche incriminata per pedofilia”.

Ci sarà tempo per cercare di capire se l’ascesa di Donald Trump sia il risultato del complotto democratico della “intelligence community”, oppure se – come tendo a ritenere – l’imprevisto successo popolare e populista del candidato, abbia messo in moto una forza rivoluzionaria, che la intelligence community è stata pronta a cavalcare, perché legittima il suo progetto.

Attenzione: il contro-golpe ‘democratico’ annunciato da Pieceznik non ha ancora vinto. Donald Trump, il “loro” candidato, non è ancora alla Casa Bianca. Il sistema Clinton-Obama ha ancora le leve del potere in mano, e le sa usare con assoluta spregiudicatezza, e i brogli possono dare alla “loro” candidata la vittoria “legale”, attraverso i voti comprati dei grandi elettori.

Ma l’annuncio di Pieceznik dice che la Intelligence Community ormai non si ritirerà, non rinuncerà alla sua guerra contro il Sistema, la condurrà fino in fondo.

Ha passato il Rubicone, come Cesare. L’America si trova tra il Rubicone e le Idi di Marzo; vedremo i pugnali sanguinosi dei restauratori? I loro solitary assassins? Vedremo al contrario la loro sconfitta nella battaglia di Filippi 2.0? Per adesso, ci basti constatare che siamo davanti ad una svolta altamente drammatica della storia, fra guerra civile e un impero nuovo; uno di quei momenti in cui i pagliacci della politica e dello status quo, spaventati, lasciano l’arena del circo mediatico alle tigri e ai loro domatori. Uno di quei momenti di cui diceva Jefferson: “L’albero della libertà va annaffiato di tanto in tanto col sangue dei patrioti e dei tiranni”. Noi europei, che i tiranni ce li teniamo sul gobbo senza spaventarli mai, non possiamo che guardare a bocca aperta questa battaglia.

leggi art. completo: maurizioblondet

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