I clinton sempre più nei guai, l’FBI pubblica un indagine su Bill

 

Il Bureau pubblica le carte sulla grazia dell’imprenditore Marc Rich. La moglie del criminale era donatrice del partito democratico. E per questo Clinton fu indagato

img_0259Sergio Rame
Un inusuale annuncio su Twitter. L’Fbi ha pubblicato nuovi documenti su un’indagine condotta oltre quindici anni fa su Bill Clinton.
Nel mirino la decisione dell’allora presidente americano di graziare l’imprenditore Marc Rich.

Il profilo Twitter dell’Fbi ha annunciato la pubblicazione delle 129 pagine sulle indagini sulla grazia concessa nell’ultimo giorno di Clinton alla Casa Bianca. Rich, morto nel 2013, era fuggito dagli Stati Uniti nel 1983 dopo essere stato accusato di legami con il crimine organizzato e di aver evaso oltre 48 milioni di dollari di tasse, così come di aver comprato illegalmente petrolio dall’Iran durante la crisi degli ostaggi del 1979. La grazia concessa da Clinton scatenò grandi polemiche, anche perché la moglie di Rich era donatrice del partito democratico.
Le carte possono essere consultate liberamente attraverso il sito web del Federal Bureau. Vi si trovano alcuni dettagli dell’indagine su Clinton, che si chiuse senza incriminazioni nel 2005. La maggior parte delle pagine è però secretata. La pubblicazione è avvenuto in nome del Freedom of Information Act (Foia), secondo cui cittadini e organizzazioni americane possono richiedere la divulgazione di documenti governativi di interesse pubblico. L’Fbi ha discrezione sui tempi di risposta, ma non è solita dar notizia su Twitter della pubblicazione di documenti su indagini del passato. Per questo, il gesto dell’agenzia ha provocato polemiche. Anche perché avviene in un momento in cui il Bureau e il suo direttore, James Comey, sono fortemente criticati per aver risollevato le polemiche sul caso delle email della candidata democratica Hillary Clinton, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali dell’8 novembre. Proprio Comey venerdì scorso ha infatti annunciato l’apertura di una nuova indagine e ora l’Fbi sta esaminando migliaia di comunicazioni elettroniche scoperte su un portatile dell’ex deputato Anthony Weiner, ex marito di una delle consigliere più strette della democratica, Huma Abedin.

Durante l’estate, secondo quanto rivelato il New York Times, l’Fbi avrebbe tenuto nel cassetto due indagini riguardanti la Clinton e il capo della campagna di Donald Trump per “non turbare il clima elettorale” e non influenzare in maniera decisiva l’esito delle elezioni. La prima riguarda Paul Manafort e i suoi presunti rapporti d’affari in Ucraina. L’altra indagine ha invece a che fare con i rapporti tra Hillary e alcuni donatori della sua Fondazione. Secondo il New York Times, che cita come fonti alcuni funzionari dell’Fbi, il Bureau avrebbe acconsentito a tenere congelate le indagini su richiesta del Dipartimento di Giustizia. In questo contesto, la decisione di Comey appare come una netta presa di distanza dalla politica fino ad ora seguita dal Bureau. Non solo. La mossa del repubblicano ha provocato il coinvolgimento del Dipartimento di Giustizia e della stessa Fbi nella contesa elettorale. Esattamente quanto si era tentato di evitare con la decisione presa in estate.

fonte: ilgiornale

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