Le Elites hanno spodestato il popolo

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Si tratta del modello che è stato ricostruito dall’Europa ed in generale dall’Occidente  dopo la Seconda Guerra Mondiale ma senza un vera fede in quello, un sistema meno peggiore  di altri, considerati modelli totalitari ed assolutisti, ma senza un’anima e senza dei veri  principi culturali che ne siano alla base. Si evidenzia  la vera maschera formale che lo ha trasformato nel tempo, con le generazioni più recenti che lo hanno ereditato e che, non avendo in vista un modello opposto come antagonista, non lo hanno valorizzato nè fatto evolvere  nella giusta misura.

Questo è in realtà un disastro. La questione è se il disastro sarà trascinato fino al suo esito finale, con la sparizione effettiva del vecchio modello ereditato della democrazia liberale che va a confluire nel marasma della tirannia relativista che abbiamo imparato a conoscere come il “politicamente corretto” imposto dal progressismo dominante o se si interromperà lungo la traiettoria temeraria che abbiamo intrapreso.

Ne consegue che non risulta eccessivo interpretare lo spirito culturale  attuale come uno scontro quasi apocalittico tra la  tirannia idiota del nostro tempo, quella del “pensiero unico”, opera di pseudo proclamate elites e dei loro serventi, contro la causa dei popoli.

In questa lotta epica si distinguono  al momento  alcune  figure  antagoniste rispetto al modello politico globalista dominante, in Europa come  negli Stati Uniti, paese molto rilevante per l’Europa ed il resto del mondo.  Negli USA è senza dubbio la figura di Donald Trump, con tutti i suoi limiti che, piaccia o no, che si impone come alternativo rispetto all’establishment  di potere.   Di fronte a lui si è sollevata a contrastarlo ed a screditarlo tutta l’Europa ufficiale del pensiero unico, tutto il mondo dei media prostituiti alle centrali di potere dominante.

Come ormai da consuetudine, gli esponenti politici che vogliono cambiare il sistema di potere delle elites vengono presto etichettati come “populisti”, in contrasto con gli apologeti del globalismo mondialista che reclamano l’abolizione delle frontiere e degli Stati Nazionali.

Quello che richiedono i movimenti “populisti” si può riassumere fondamentalmente nel ritorno alla sovranità degli Stati, al controllo delle frontiere e all’arresto dell’ondata migratoria che mette in pericolo l’assetto sociale dei paesi europei.

La sovranità secondo il Diritto classico, una attribuzione sostanziale di ogni Stato, è quella creatura giuridica che esisteva prima di abdicare al suo superiore gerarchico, nella catena dei concetti, la Burocrazia.

La sovranità precedeva  la facoltà del sovrano di esercitare il suo potere che è qullo dello Stato sul suo territorio e verso i suoi sudditi. Dopo l’età moderna questa si è mantenuta con i limiti dei diritti e delle libertà personali, nella sua accezione democratica la sovranità appartiene al popolo (che la esercita nelle dovute forme). La sovranità queindi viene fatta risalire al popolo come principio scritto in quasi tutte le costituzioni europee.

La elite giudica questo un concetto astratto non più in linea con le esigenze del sistema del potere finanziario, non conforme alle esigenze del mercati, una enunciazione teorica che serve per ingannare la percezione del “popolino” e convincerlo dell’esistenza di una società democratica (di facciata) dove in realtà si impongono arbitrariamente gli interesi delle grandi lobby e delle consorterie dominanti collegate alle elite.

Tuttavia nella Storia non è stata sempre questa  una costante e la sovranità aveva un suo profondo significato nelle generazioni che ci hanno preceduto e che hanno lottato per ottenere il rispetto della libertà personale, dei diritti sociali, della  proprietà individuale e dei limiti ai governi perchè questi rispettassero le leggi e non le direttive provenienti da oligarchie superiori allo Stato ed alle sue leggi.

Alla fine rimane chiaro che l’attuale elite di potere ritiene che la sovranità ed i limiti al potere dello Stato siano soltanto un mito astratto e che non ci si debba soffermare  su questi concetti considerati superati e inglobati nella melma del globalismo ma che si debba orientare le masse verso le questioni essenziali come il multiculturalismo, il relativismo morale, la liberalizzazione dei costumi, le libertà sessuali, le coppie gay, l’educazione gender, ecc.. Per ottenere tutto questo, il mito di una società globalizzata e libera, garante dei diritti individuali e della libertà di morale, ci vuole una adesione completa, un atto di fede assoluta.Il processo verso questo nuovo sistema in Europa è graduale ma irrefrenabile, sospinto da possenti centrali di diffusione mediatica  e di condizionamento mentale. L’arbitrarietà delle imposizioni è divenuta una caratteristica naturale degli Stati burocratizzati che ci governano. L’imposizione della norma viene travestita sempre come una soluzione tecnica corretta che il cittadino non è in grado di comprendere ma a cui si deve adeguare. Una forma di Provvidenza  laica amministrata da personaggi che sono negli oscuri meandri della Burocrazia ma che vigilano per il “nostro Bene”

Si può citare ad esempio la stessa Unione Europea, che nei progetti doveva arrivare non soltanto ad una unione effettiva fra i suoi popoli ed una crescita economica effettiva. Tuttavia oggi è divenuto palese che la sostenibilità economica della UE dipende da fattori relativamente estranei ai governi, come il livello dei parametri  finanziari, rating, tassi di interesse, spread, ecc. Dal  prezzo del greggio, inclusa la artificale soppressione del denaro che viene finalizzato al totale controllo bancario del circolante con consolidamento delle disuguaglianze.

La politica di un solo Stato quello più forte, la Germania, influenza tutte le scelte in materia economica degli altri soci dell’unione e sottopone gli  stati più deboli ad un processo di  colonizzazione economica di fatto che apporta benefici escusivamente a Berlino e produce una quantità di contrasti, di scompensi,  di contrapposizione di interessi, di concorrenza sleale che mai si era verificata prima nella Storia recente del continente. Una Unione che non aggrega ma che disgrega.

Il fattore immigrazione inoltre è quello che si è concretizzato come  ulteriore leva di destabilizzazione sociale dei paesi europei e che ha reso ancora  più acuto il contrasto fra i vari stati, quelli favorevoli all’apertura indiscriminata delle frontiere e quelli restii ad accettare l’ondata migratoria pilotata da precise contrali esterne di destabilizzazione. Un contrasto talmente forte da poter rappresentare il coperchio che salta dalla pentola in ebollizione.

Ancora una volta il paese guida nel processo, la Germania, fedele alla sua linea, ha mostrato tutti i suoi limiti e le sue improvvisazioni nel voler accettare e fare proprie aperture universalistiche e illusorie che si stanno rivelando poi ingovernabili e che hanno prodotto scontri, tensioni sociali e l’insorgere del terrorismo. Facile prevedere che sarà il  governo della Merkel il primo ad essere travolto dall’ondata di scontento e recriminazioni che sua improvvisata apertura ha determinato nell’opinione pubblica.

Lo stesso accade altrove al cospetto di giganteschi problemi posti dallo sviluppo degli avvenimenti, migrazioni epocali, rischi di conflitto, tensioni provocate da interessi contrastanti, sanzioni alla Russia, rapporti con la Turchia, guerra in Siria e coinvolgimento di Stati europei.  Non soltanto l’Unione ma lo stesso sistema politico e sociale creato nel corso degli anni mostra tutta la sua fragilità e le sue crepe, mancando alla base di quei valori e quei principi su cuo si reggevano in passato gli Stati Nazionali, oggi privi di una propria politica e subordinati e subalterni ad un unico potere esterno, quello dell’Impero USA.

Di fronte alle minacce esistenziali che attualmente deve affrontare l’Europa, dall’immigrazione al terrorismo, alla crisi economica, all’invasione islamica del continente, la debolezza interna sul piano economico, culturale e sociale, dovuta fondamentalmente alla presenza di una elite depravata, incapace di rappresentare gli interessi dei popoli, ostile ai valori tradizionali europei, pilotata da interessi estranei, mostra tutta la sua inconsistenza  ed incapacità di reagire.

Da quello che Juan Manuel De Prada definisce a ragione “el putridero europeo” (il putridume europeo) difficilmente potrà sorgere uno scatto o  una reazione, sicuramente non dai vertici,  a meno che l’iniziativa venga presa dal basso, da quelle minoranze attuali che hanno fatto la scelta  di non arrendersi anche a costo di rimanere in piedi fra le rovine.

Fponte: controinformazione

Un pensiero su “Le Elites hanno spodestato il popolo

  1. Cit. “Ne consegue che non risulta eccessivo interpretare lo spirito culturale attuale come uno scontro quasi apocalittico tra la tirannia idiota del nostro tempo, quella del “pensiero unico”, opera di pseudo proclamate elites e dei loro serventi, contro la causa dei popoli.”

    Questa frase é magistrale, si tratta proprio di tirannia idiota perpetrata dalle eggregore e soprattutto daI loro “utili” serventi, ma si da il caso che quel qualcosa che stanno servendo sia il cosiddetto “male” tanto per usare una parola morbida.

    Esempio l’uso improprio della tecnologia satellitare per studiare e manipolare il funzionamento della mente umana [secondo voi c’é qualcosa di più demoniaco? secondo me é il massimo della perversione]:

    https://covertharassmentconference.com/background&lng=it

    “Durante l’ultimo secolo sono stati fatti numerosi esperimenti sulle persone senza il loro espresso consenso, e vengono tuttora continuati nell’ambito dell’Unione Europea e anche fuori di essa. Non solo gli informatori, gli attivisti oppure gli opponenti politici vengono presi di mira, ma anche migliaia di innocenti civili, senza il loro consenso, sono sottoposti agli esperimenti del controllo della mente e anche alla nascosta persecuzione sociale. Di fronte al sempre piu’ grande numero di cittadini che si lamentano di essere torturati con la tecnologia remota e/o di essere sottoposti agli esperimenti di tipo mind control, i governi di tutto il mondo si astengono dall’esame di queste querele alla luce della violazione dei diritti umani ignorando le vittime e trattandole spesso come persone malate di mente.”

    In barba a: “La dignita’ dell’uomo e’ inviolabile. Deve essere rispettata e protetta”
    – Articolo 1 del Capitolo dei fondamentali diritti UE (2000)

    Le eggregore votale al “male” purtroppo si servono di utili idioti e/o intelligenza/deficienza artificiale che sono all’interno dell’ingranaggio come viene evidenziato nel famoso libro di Hannah Arendt – La banalità del male, ci spiega come “Il Male che Eichman incarna appare alla Arendt “banale” , e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno la “grandezza” dei demoni: sono dei tecnici…”

    LA BANALITA’ DEL MALE pag. 282

    “Ma il guaio del caso Eichmann era che di uomini come lui ce n’erano tanti e che questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tutt’ora terribilmente normali. Dal punto di vista delle nostre istituzioni giuridiche e dei nostri canoni etici, questa normalità é più spaventosa di tutte le atrocità messe insieme, poiché implica – come già fu detto e ripetuto a Norimberga dagli imputati e dai loro patroni – che questo nuovo tipo di criminale, realmente hostis generis humani, commette i suoi crimini in circostanze che quasi gli impediscono di accorgersi o di sentire che agisce male.”

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