Il Titanic non affondò per l’iceberg, la verità è un’altra ed è agghiacciante!

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Nel 1912 affondò il Titanic, di cui non esiste neanche una lista completa delle vittime. Nel 1913 vi fu la privatizzazione della Federal Reserve. I principali oppositori alla Federal Reserve scomparvero in una volta sola. Non so a voi, ma a me ricorda la caduta dell’aereo del governo polacco, che si opponeva all’euro e ai vaccini, gli strani incidenti di auro di Farage e Haider ed il più recente incidente a Buonanno, tutti connessi dalla strenua opposizione a questa europa antidemocratica, tutti morti…

Scorrendo la lista dei passeggeri, si scoprono cose molto interessanti, ad esempio che Sir William Pirrie, primo Visconte Pirrie, presidente di Harland and Wolff cancellò il viaggio all’ultimo minuto, e Milton S. Hershey, fondatore della Hershey Company, Henry Clay Frick, Theodore Dreiser, Guglielmo Marconi, Edgar Selwyn, e Alfred Gwynne Vanderbilt avevano previsto di viaggiare sul Titanic, avevano comprato il biglietto – che costava tra i 4’000 e i 10’000 euro attuali, ma cancellarono il viaggio all’ultimo minuto.

Il finanziere gesuita J. P. Morgan costruì il TITANIC, spinto dagli stessi gesuiti, e fu usato come esca per far imbarcare i ricchi americani contrari alla FED. Ma all’ultimo anche lui non si presentò al viaggio inaugurale, perché sapeva, come previsto già dalla costruzione, che sarebbe stato un viaggio di sola andata.

Sempre tra i passeggeri di prima classe, dove si salvarono prima le donne e i bambini, la percentuale di uomini di affari e notabili salvati è assai elevata, 57 uomini salvi su 118 vittime, per cui si capisce che è bizzarro che Astor, il passeggero più abbiente del Titanic, fu lasciato a bordo per dare la precedenza a donne e a bambini mentre altri notabili uomini meno importanti furono fatti salire sulle scialuppe di salvataggio.

Ci hanno raccontato che fu un iceberg ad affondare il Titanic, ma le prove dove sono?
Basta un’iceberg con una linea di vernice rossa (peraltro non combaciante) come prova?
Inoltre col Titanic tramontò l’era del carbone (UK) a favore di quella del petrolio (USA).

Come il 6 maggio 1937 la ”tragedia” Hindeburg fece tramontare l’era del dirigibile e sterminò parte del ceto industriale del terzo reich favorendo i futuri ”buoni liberatori” caso strano…

E’ plausibile anche la storia dei magnati oppositori che morirono sul Titanic perché si erano messi contro i cattivi cugini al servizio dei Rothschild negli USA.

I luridi banchieri (gesuiti) misero in piedi una complicatissima macchinazione per riuscire a farli imbarcare tutti nello stesso giorno sulla nave più sicura e inaffondabile della storia, e poi convinsero il capitano Edward John Smith (gesuita) a fare di tutto per speronare un iceberg nel buio della notte (o un piroscafo, come riportato nella testimonianza di Raimondo Vitillo, qui sotto), colpendo l’unico punto della fiancata dove una lacerazione di grandi dimensioni permettesse di imbarcare acqua a sufficienza da raggiungere in poco tempo la cima delle paratie intermedie, provocando così il travaso fatale.

Era tutto calcolato, questa gente non lascia mai niente al caso. Infatti, si preoccuparono persino di avvisare il marconista della California – nave che già sapevano si sarebbe trovata nelle vicinanze del Titanic, a quell’ora e in quel punto preciso dell’oceano – in modo che ignorasse i loro ripetuti segnali di S.O.S. Altrimenti rischiavano che questo piano machiavellico andasse in fumo, e che tutti i passeggeri venissero comunque salvati dalla nave accorsa in loro aiuto.

Dopodiché i luridi banchieri attesero un anno e otto mesi prima di fondare la Federal Reserve, in modo che a nessuno venisse il sospetto che i due fatti fossero correlati.

La testimonianza di Raimondo Vitillo

“Il Titanic non è affondato per la collisione con un iceberg nella notte tra il 14 e 15 aprile 1912 ma perché è stato speronato da un piroscafo che batteva bandiera olandese o svedese”, l’ha sempre raccontato Raimondo Vitillo, nato ad Ariano Irpino il 14 maggio 1888 e deceduto ad 88 anni sempre nella sua città natale, uno dei pochi superstiti dall’affandonamento del transatlantico.

Una versione tramandata al figlio Carmine che vive a Seregno da oltre cinquant’anni e che l’ha ascoltata sia quand’era bambino con interesse e stupore che da adulto con maggior cognizione. “Mio padre – ha detto Carmine – tutte le volte che tornava sull’argomento non ha mai cambiato versione, neppure nei piccoli particolari perché quell’episodio è rimasto scolpito in maniera indelebile nella sua mente.

Uscito sul ponte a prendere un po’ d’aria ha udito tre forti fischi, poi un forte boato e visto un piroscafo che se ne andava non riuscendo a distinguere se la bandiera era olandese o svedese. Ma di aver visto un iceberg non ha mai fatto menzione.

Al rientro dopo il naufragio aveva scritto più lettere all’ambasciata raccontando la vera storia di cos’era accaduto quella notte sul Titanic, ma non ha mai avuto risposta».

Tratto da: attivotv.it

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