Come i telegiornali instillano la paura

Essi creano solo degli stati d’animo. Ho guardato il telegiornale questa sera, nonostante sia ben consapevole che la salute ne risenta enormemente, e la mente si logori, a volte in modo irreversibile.

Ho guardato il telegiornale, ed ho avuto per un attimo la sensazione che tutto sia perso. Si è materializzata una immagine dinanzi a me, ho visto decine di avvoltoi librarsi in volo dopo aver abbandonato il corpo di una ragazza rimasta immobile per 17 anni, avvoltoi di nuovo affamati in cerca di nuovo cibo.

Vedevo volti di plastica che parlavano di aggressioni, di stupri, di angoscia. Parlavano e parlavano, ma in verità ripetevano in maniera ossessiva una sola frase: dovete avere paura, dovete temere, dovete essere terrorizzati. La chiamano informazione, ma in verità si tratta di palese, dozzinale, condizionamento.

Ed ho pensato che più di un italiano su due era lì, in quel momento, a ricevere quella dose di paura, senza difese davanti ai profeti del terrore. Essi creano solo degli stati d’animo (état d’esprit), ciò che è molto più efficace, ma, forse, un poco meno alla portata di chiunque. E sono stati davvero ingegnosi.

Non è mai stato così facile come lo è oggi, per questi pochi, poter indirizzare i sentimenti ed i pensieri dei molti. Ma non è questo il vero punto della questione. Si sa che la televisione ci condiziona, si sa che quelli che parlano da lì dentro sono lì per dirci come pensare, cosa comprare, quanto avere paura. E’ incontestabile che la mentalità degli individui e delle collettività può essere modificata da un insieme sistematico di suggestioni appropriateE’ una cosa nota, evidente. Eppure funziona comunque. L’onda emotiva comunque ci attraversa, bypassa la nostra sfera razionale. Ed è questo il punto.

Uno stato d’animo determinato richiede, per stabilirsi, condizioni favorevoli, e occorre o approfittare di queste condizioni se esistono, o provocarne la realizzazione. Agiscono direttamente sulle emozioni, raggiungono la nostra sfera più profonda, meno controllabile. Creano stati d’animo collettivi e li diffondono, ed hanno i mezzi per raggiungere chiunque.

E per un attimo ho davvero creduto che la partita fosse definitivamente persa, che non vi fosse più nulla da fare. Poi ho capito che quel messaggio mi arrivava proprio da lì dentro, da dentro quello schermo. Così l’ho spento, ho guardato un attimo fuori dalla finestra, ed ho pensato che forse non tutto è ancora perso.

Articolo di Carlo Brevi (titolo originale: “Di telegiornali e di terrori”)

Fonte: http://www.santaruina.it/di-telegiornali-e-di-terrori

Tratto da: complottisti

2 pensieri su “Come i telegiornali instillano la paura

  1. Chiedo scusa a Nicola se scrivo qui sotto una “richiesta” per una riflessione su un articolo che mi ha colpito e che tratta un argomento sul quale, altre volte qui, ho palesato la mia perplessità e preoccupazione. Oggi scriviamo grazie ad una connessione che paghiamo. Siamo quindi “liberi”, più o meno, di andare a cercarci le notizie che più risuonano con noi, con il nostro essere e il nostro sentire.
    Di fatto comunichiamo.
    Ora, se tutto questo di colpo non fosse possibile? Si sa che durante le guerre più grandi, fra le cose fondamentali c’è sempre stata la comunicazione. Capacità di comunicare all’interno della propria organizzazione e con gli alleati per poter organizzarsi e pianificare come muoversi, di comunicare alla propria popolazione, anche facendo propaganda con l’obiettivo di spostare l’opinione pubblica verso una posizione di appoggio alle proprie scelte (spesso nascondendone i veri motivi per i quali queste scelte sono state prese)…
    La comunicazione si è rilevata fondamentale anche per chi, avendo compreso i pericoli di ciò che stava accadendo ha deciso a suo tempo di non far parte del meccanismo, di staccarsi se non addirittura di opporsi per poter fermare ciò che al proprio paese stava capitando.
    Insomma, la comunicazione è fondamentale…
    E se venisse a mancare di colpo?
    Rete gsm, internet, segnali radio disturbati…. Se il grande fratello, braccio del NWO, decidesse e ne avesse le capacità (a mio parere potrebbe) di sospendere l’accesso ad ogni tipo di canale comunicativo al popolo comune, lasciandone invece l’utilizzo ai soli propri militanti, cosa faremmo noi?
    Saremmo ciechi in un corpo a corpo su un ring ben illuminato dove il nostro avversario non avrebbe nessun problema a metterci al tappeto…
    COSA FAREMMO NOI? SIAMO PRONTI?

    l’articolo in questione è questo…
    http://www.theeventchronicle.com/news/north-america/dire-warning-someone-learning-take-internet/

    Grazie e un saluto a tutti.

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  2. Pingback: Come i telegiornali instillano la paura – giobarblog

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