Fiumi di dollari a Mosca: corruzione o golpe di marca USA?

Lo strano caso dell’Eroe Anticorruzione che nascondeva 120 milioni di dollari nuovi di zecca: risorse per pagare una nuova Majdan, stavolta a Mosca?

di Giuseppe Masala.

Non ha destato grande clamore in Occidente la notizia che a Mosca è stato arrestato un alto funzionario dell’Anticorruzione del Ministero dell’Interno della Federazione Russa. Si tratta del colonnello Dmitry Zakharcenko, vice comandante dell’anticorruzione nel settore energetico. Eppure è una storia grossa, di dollari ed euro, tanti, tantissimi, talmente ingombranti da poter generare effetti politici rilevanti.

Veniamo ai fatti. In una casa intestata alla sorella dell’alto funzionario sono stati trovati l’equivalente di otto miliardi di Rubli. Per la precisione 120 milioni di dollari e 2 milioni di euro. Una cifra davvero considerevole, inspiegabile con il reddito “ufficiale” del Colonnello Zakharchenko. Secondo gli investigatori tale enorme quantità di danaro non è facilmente compatibile neanche con l’ipotesi che il colonnello si sia fatto corrompere nell’ambito del suo lavoro, per quanto fosse a contatto con uno dei settori tipicamente più tangentizi ovunque nel mondo. E nemmeno sembra compatibile – sempre secondo gli inquirenti – con l’ipotesi che il colonnello fosse in realtà il cassiere di una rete di funzionari corrotti molto vasta.

NewsExtra_260588A insospettire in particolare gli investigatori che hanno eseguito l’arresto è un particolare davvero strano: i dollari ritrovati nell’appartamento sono freschi di stampa e ancora incellofanati e con le fascette della Federal Reserve degli Stati Uniti d’America.

Difficile comprendere come il funzionario arrestato possa essere entrato in rapporti con l’istituzione americana in modo da giustificare un passaggio diretto dalla zecca di stato USA al suo appartamento.

Il sospetto – forse qualcosa di più di un sospetto – è che il colonnello non sia un semplice funzionario corrotto, come ne esistono a centinaia in Russia e in tutte le nazioni del pianeta, bensì un agente vendutosi a potenze straniere interessate a rovesciare l’attuale amministrazione russaper sostituirla con una più predisposta a tutelare gli interessi della potenza straniera finanziatrice del possibile putsch. Non è difficile per il lettore immaginare che la potenza straniera interessata a sovvertire l’ordine costituzionale della Federazione Russa abbia molto a che fare con la Banca Centrale che sforna i dollari.

Questo sospetto, secondo gli inquirenti russi, è giustificato da un particolare: prima e durante il golpe neo-fascista diEuroMajdan a Kiev affluirono consistenti quantità di dollari che servirono a corrompere la Polizia ucraina e successivamente a pagare i rivoltosi in piazza con un salario allettante.

La possibilità di stampare la moneta di riferimento mondiale a fini politici (ossia “dollarizzare” intere comunità da egemonizzare con mezzi soverchianti) è uno strumento che ha avuto altre frequenti applicazioni anche in anni relativamente recenti: basti pensare al governo coloniale di occupazione dell’Iraq (la c.d. Autorità Provvisoria di Coalizione, presieduta dal super-spione USA Paul Bremer), che inondò il paese occupato con camion di bigliettoni verdi in contanti e freschi di stampa.

Per completezza di informazione, secondo il blogger Alexej Navalny – leader dell’opposizione “liberal” a Putin – in realtà Zakharcenko sarebbe finito in mezzo alla furibonda lotta per il potere tra diversi tronconi dei servizi di sicurezza russi.

Fonte: Megachip

Tratto da: informarexresistere

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