L’Europa mediterranea si riunisce ad Atene: ira a Berlino

ΣΥΝΟΔΟΣ ΜΕΣΟΓΕΙΑΚΩΝ ΧΩΡΩΝ Ε.Ε. ΔΗΛΩΣΕΙΣ

Ο πρωθυπουργός της Ελλάδας Αλέξης Τσίπρας (Κ), ο Προέδρος της Γαλλικής Δημοκρατίας Φρανσουά Ολάντ ( François Hollande) (3A), ο πρωθυπουργός της Ιταλίας Ματέο Ρέντζι (Matteo Renzi ) (2Α), ο Πρόεδρος της Κυπριακής Δημοκρατίας Νίκος Αναστασιάδης (3Δ), ο πρωθυπουργός της Μάλτας Ζοζέφ Μουσκάτ ( Joseph Muscat ) (Α), ο πρωθυπουργός της Πορτογαλίας Αντόνιο Κόστα ( Antonio Costa) (2Δ) και ο αναπληρωτής υπουργός Ευρωπαϊκής Ένωσης της Ισπανίας Φερνάντο Εγκιδάθου (Fernando Eguidazu ) (Δ), κάνουν κοινές δηλώσεις κατά τη διάρκεια της Συνόδου των ηγετών των Μεσογειακών Χωρών της Ε.Ε., Παρασκευή 9 Σεπτεμβρίου 2016. Στο Ζάππειο Μέγαρο πραγματοποιείται η Σύνοδος των Μεσογειακών Χωρών της Ε.Ε., την οποία συγκάλεσε ο πρωθυπουργός της Ελλάδας Αλέξης Τσίπρας, με τη συμμετοχή του Προέδρου της Γαλλικής Δημοκρατίας François Hollande, του αναπληρωτή υπουργού Ευρωπαϊκής Ένωσης της Ισπανίας Φερνάντο Εγκιδάθου , του πρωθυπουργού της Ιταλίας Matteo Renzi, του Προέδρου της Κυπριακής Δημοκρατίας Νίκου Αναστασιάδη, του πρωθυπουργού της Μάλτας, Joseph Muscat και του πρωθυπουργού της Πορτογαλίας, Antonio Costa. ΑΠΕ-ΜΠΕ/ΑΠΕ-ΜΠΕ/ΣΥΜΕΛΑ ΠΑΝΤΖΑΡΤΖΗ

I SETTE PAESI DELL’EUROPA MEDITERRANEA SI RIUNISCONO AD ATENE; ANCHE LA FRANCIA SI UNISCE A LORO. L’IRA DI BERLINO CHE TEME IL CAMBIAMENTO DEGLI EQUILIBRI.

Venerdì, i Paesi dell’Europa mediterranea si sono riuniti ad Atene ospiti di Tsipras; stavolta c’erano tutti: a Spagna, Portogallo, Italia, Grecia, Malta e Cipro s’è unita la Francia.

Due sono i fatti nuovi che danno all’evento un peso politico rilevante: il primo, e indiscutibilmente il più pesante, è la partecipazione della Francia. Parigi è sempre stata in bilico fra le posizioni mediterranee e l’ambizione di costituire con Berlino un asse che governasse di fatto la Ue. Così è stato per decenni, ma l’indebolimento della Francia da un canto, e il venir meno del contrappeso inglese, ha compromesso gli equilibri europei accrescendo a dismisura il potere della Germania e rendendo Parigi subalterna a politiche per essa suicide; di qui l’esigenza di una nuova via.

L’altro fatto è la partecipazione della Spagna e, cosa significativa benché sia dal dicembre scorso senza Governo, la sua acquiescenza al documento congiunto: Madrid, con i Popolari di Rajoy, è stata il più fedele scudiero della Merkel, pronta ad avallarne la politica di austerità ripudiando l’Europa mediterranea, in cambio dell’occhio di riguardo sul suo deficit e degli aiuti che hanno salvato il suo disastrato sistema bancario. Ma il prezzo pagato è stato ed è altissimo, di qui l’obbligato avvicinamento alle posizioni mediterranee.

Intendiamoci: il documento sottoscritto dai 7 Paesi dell’Europa mediterranea, che sarà portato al Consiglio Europeo che si terrà a Bratislava la settimana entrante, non è rivoluzionario né di rottura, e non potrebbe esserlo in questa fase. Insieme alla richiesta di attenzione per i problemi dei migranti ed il Mediterraneo, e di potenziamento del fantomatico piano Juncker mai decollato, contiene però un chiaro indirizzo su crescita e investimenti per superare la crisi, e sulla protezione dello Stato sociale, che sono urticanti per la Germania e i Paesi “rigoristi” del Nord.

Fonte: ilfarosulmondo

Tratto da: informarexresistere

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