Ecco come l’elites controllano i mass media (ed i Vostri pensieri)

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Mentre nei paesi del terzo mondo o comunque sottoposti a regimi dittatoriali il controllo del governo è appannaggio assoluto del governo o del despota di turno, nei paesi occidentali “liberi”, l’informazione è gestita e controllata da pochi grandi gruppi, a loro volta riconducibili a vario titolo alle banche in modo diretto o indiretto (sono di proprietà di gruppi o multinazionali a loro volta controllate dalle banche) che poi condizionano anche i pochi media indipendenti, mediante la PUBBLICITA’, indispensabile per la sopravvivenza dei gruppi editoriali.

I grandi gruppi multinazionali investono forti cifre in pubblicità, in modo autonomo e tramite grandi agenzie specializzate. Diventa una sorta di “cartello” che mediante i contratti pubblicitari è in grado di decidere la vita o la morte, il successo o l’insuccesso di una testata giornalistica, di una trasmissione televisiva o persino di un’intera televisione.

Qualunque mass media osasse mettere in difficoltà un’azienda del cerchio magico, sarebbe estromesso dai circuiti pubblicitari, pertanto questi diventano inattaccabili: gruppi bancari, multinazionali, grandi aziende. Fate caso come prima dell’esplosione del caso MPS ci fu qualcuno che lanciò campanelli di allarme, ma NESSUNO è andato a sollevare il coperchio, a verificare, indagare in merito.

I mass media non sono liberi di andare a criticare la qualità dei servizi o dei prodotti, pratiche commerciali scorrette o ai limiti, l’impatto ambientale dei cicli produttivi, come vengono trattati i lavoratori e molti altri aspetti che potrebbero essere scomodi. Ma non vi preoccupate: salvo poche eccezioni, sono in pochi ad avere voglia di farlo, perché ciò comprometterebbe le carriere, al contrario essere servili e allineati, spingendo gli interessi e le idee convenienti al potere – politico ma anche economico – può portare molto in alto i più abili comunicatori, quelli capaci di trasmettere emozioni alle masse, condizionandone i pensieri.

I mass media NON creano il dibattito, bensì lo circoscrivono a pochi punti di vista, spesso contrapposti tra loro (divide et impera) e propongono questi all’opinione pubblica, a cui non resta che scegliere se sostenere tizio, caio, sempronio… magari con hashtag osceni, come #iostoconTizio… al quale evidentemente delegano di pensare per lui.

Ormai il vero editore dei media non è il proprietario, ma sono gli inserzionisti pubblicitari, per compiacere i quali la realtà e la verità può essere messa da parte. E talvolta anzi, si spingono a danneggiare magari il concorrente che sta diventando scomodo e sta rubando quote di mercato ma che non fa parte del cerchio magico e non tiene buono il sistema mediatico. E così mentre casi gravi passano inosservati – talvolta sono emersi scandali alimentari gravi ma non hanno diffuso i nomi delle aziende colpite, perché avrebbero perso mercato – mentre un piccolo episodio può essere ingigantito a dovere.

Al giorno d’oggi le aziende delocalizzano, oppure importano materie prime dal sud del mondo, e si comportano spesso in modo poco etico, anche perché visto che la mancanza di etica è diventata la regola, comportarsi bene, in maniera etica, talvolta rischia di mettere fuori mercato. Ma a finire nei guai e al centro di scandali, difficilmente sono aziende qualsiasi. Difficilmente un giornalista di alza la mattina e va a scavare sullo sporco che hanno sotto il tappetto le grandi aziende. Oppure se lo fanno, si dirigono verso le aziende “colpibili” o “da colpire”.

Ovviamente le riflessioni si riferiscono ai giornalisti main stream: perché fortunatamente ci sono una pletora di associazioni e di blog attive anche nei fronti che per i media sono offlimits. Prendete per esempio la “Campagna abiti puliti”, che va a ficcare il naso nei meandri delle grandi aziende di moda, con fatturati miliardari, facendo emergere il marcio. A parte Le Iene, qualche testata giornalistica ed i blogger, le scoperte che hanno fatto circa le pratiche delle grandi aziende non hanno avuto alcuna visibilità. ( vedi http://www.abitipuliti.org )

Veritanwo

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