L’Esercito siriano ed Hezbollah prendono il controllo degli edifici militari ad Aleppo. Campagna mediatica occidentale per salvare i terroristi pro USA-Sauditi dall’annientamento

Aleppo-esercito-sirianoL’Esercito siriano ed i combattenti di Hezbollah, dopo feroci scontri con i terroristi del gruppo Yaish al Fateh (ex Al Nusra), hanno preso il controllo degli edifici di quella che era una volta la Base Tecnica della Forza Aerea nel sud di Aleppo.
Questo successo è avvenuto doppo che le truppe governative si sono impadronite del 90% del complesso degli edifici circostanti (area 1070), dopo durissimi combattimenti urbani con gli estremisti takfiri.
Il generale dell’Esercito, Deeb Bizzi, capo della Base Técnica, che comandava l’offensiva, è caduto nel corso dei combattimenti. La Base Tecnica della Forza Aerea era stata una delle tre basi strategiche che l’Esercito siriano aveva perso nel corso dell’offensiva della coalizione dei gruppi estremisti di circa due settimane addietro.
Secondo fonti siriane, gli alleati hanno iniziato anche un’offensiva per impadronirsi della Scuola di Artiglieria, dove sono avvenuti i combattimenti.
Il risultato più importante della conquista degli edifici militari è che i membri del Yaish al Fateh hanno perso il controllo del corridoio che erano riusciti a stabilire verso i quartieri assediati dell’Est della città, che attualmente non può essere utilizzato per causa degli attacchi aerei e che di conseguenza si rende più facile il percorso per la liberazione dello strategico distretto di Al Ramusah.
Dall’altro lato del fronte, l’Esercito siriano, assieme ad Hezbollah ed alle milizie sciite irachene, hanno conquistato anche il paese di Al Qarassi questo Giovedì, dopo aver lanciato il loro secondo attacco contro tale località.

L’Esercito siriano ha utilizzato nuove tattiche miltari per annientare le posizioni dei terroristi mentre sono proseguiti i bombardamenti dell’aviazione russo-siriana sui percorsi di rifornimento utilizzati dai terroristi dello Yaish al Fatah, tanto ad Aleppo come più lontano, nella provincia di Idlib, in modo da privare i miliziani takfiri dei mezzi logistici e dei rifornimenti che provengono da Turchia ed Arabia Saudita. Questo consente alle forze siriane di lanciare nuovi attacchi e mantenere le posizioni.

L’Esercito siriano d’altra parte mantiene saldo l’assedio sulle zone del sud est di Aleppo, evitando però una offensiva frontale in modo da risparmiare perdite fra le proprie file e fra la popolazione civile ancora asserragliata nella zona, presa in ostaggio dai terroristi. La liberazione totale di Aleppo si avvicina sempre di più.

Secondo una fonte militare ad Aleppo , Yaish al Fath ha perso, nel corso dei combattimenti a Al Qarassi, tre comandanti da campo: Abu Mohammad Al Nashimi, Abu Ahmad Al Suri y Abu Al Baraa Al Hamwi, gli ultimi due tenevano il collegamento direttamente con il comando Saudita.
Le forze siriane ed i loro alleati stanno adesso attaccando il paese di Jalsah, che era caduto nelle mani di Yaish al Fatah nel maggio di quest’anno.
Dozzine di terroristi sono stati uccisi e feriti nel corso di queste operazioni militari dell’Esercito siriano mentra altri sono fuggiti.

Campagna mediatica in corso

Nel frattempo è partita una campagna mediatica da parte occidentale per cercare di convincere l’opinione pubblica nella necessità di una tregua nei combattimenti, con la finalità dichiarata di offrire alla popolazione la possibilità di uscire dalle zone sotto assedio e ricevere rifornimenti, campagna che nasconde anche un altro fine inconfessabile di salvare dall’annientamento le milizie dei takfiri rimaste ad Aleppo, sostenute da Arabia Saudita ed USA.

Dopo aver distorto e manipolato tutte le informazioni sul conflitto, queste campagne, che cercano di toccare l’emozione del pubblico con l’immagine di piccole vittime dei bombardamenti (sempre regolarmente addebitati ai russi e siriani), sono volte a convincere l’ONU a stabilire una tregua duratura. Tuttavia il comando russo e siriano ha comunicato la loro disponibilità a concordare una tregua di sole 48 ore, sotto stretto controllo dell’ONU, per evitare che tale tregua serva ai miliziani takfiri di farsi rifornire e far arrivare rinforzi dal confine turco, come già accaduto nel corso della precedente tregua.

Il Comando USA e saudita che segue la situazione sul campo farebbe qualsiasi cosa per evitare l’annientamento delle milizie mercenarie armate ed addestrate da americani e sauditi, con la probabilità che agenti di questi paesi si trovino fra i miliziani assediati, con compiti di coordinamento. Si stanno conducendo negoziati fra le parti per concordare le modalità della tregua.

Fonti: Al Mayadeen Al Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago per controinformazione

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